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TRAGEDIA GIGLIO/ A Pomeriggio Cinque un’altra aggravante che peserebbe su Schettino...

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TRAGEDIA GIGLIO - La prima parte della puntata di oggi di Pomeriggio Cinque è dedicata al drammatico naufragio della nave Concordia avvenuto venerdì scorso. Barbara D’Urso spiega come la nave si stia ancora muovendo, mentre Marco Ceriani, dal blog del programma, raccoglie diverse opinioni di passeggeri e superstiti.
Emerge il quadro di un'Italia divisa, così come, in quella telefonata, erano contrapposti il comandante Francesco Schettino e il capitano Falco.
Viene quindi trasmesso un filmato in cui Bruno Leporatti, avvocato di Schettino, spiega che il suo assistito non ha mai detto bugie, ma era piuttosto schoccato: "era sconvolto, ma non codardo". E ha aggiunto: "ha ammesso le sue colpe: quelle di essere troppo sotto costa... ma questo non vuol dire che abbia mentito".
In studio, Giuseppe Lanzafame, ex uomo di mare presente sulla nave durante la tragedia spiega di essere stato tra i primi a capire che sarebbe stato un disastro. Con lui, un altro passeggero, Ernesto Carusotti e
Silvia Graziadei, rappresentante dell'equipaggio.
Nel corso della diretta intervengono anche gli inviati, Francesca Cenci e Paolo Capresi. La prima è a Sorrento, mentre quest'ultimo è a Grosseto, a raccontare come per Schettino siano stati disposti i domiciliari. La tensione è molto alta tra la procura della Repubblica e il Gip: il procuratore di Grosseto non voleva gli arresti domiciliari, perché vi è il rischio che il Comandante fugga o manometta le prove. La procura ha quindi dichiarato di voler impugnare il processo e rivedere la decisione, revocando i domiciliari.
Vengono fatti ascoltare, in un video, i segmenti della conversazione tra Schettino e Falco, dove quest'ultimo intima al primo, sopraffatto probabilmente dalla paura, di entrare all'interno salendo dalla prua nella nave.
Schettino prova per tutta la durata della conversazione a giustificare il suo abbandono. Il tutto dovrà essere chiarito dalla procura.
Giovanni Schiaffino, ex ufficiale della sicurezza navi Costa, è in studio per raccontare come, secondo lui, il comandante si sia reso conto di tutta la serie di errori fatti, dallo scontro all'abbandono, e questo lo ha fatto entrare in uno stato confusionale che gli ha tolto le capacità di ragionare con lucidità.
Barbara d'Urso legge un articolo in cui si spiega come, una volta in cui la nave si era arenata, ci sia stato un frangente di un'ora in cui la posizione era ideale per l'evacuazione. Ma il capitano non ha fatto nulla. Cosi riportano le registrazioni delle motovedette della finanza. Se fosse vero, sarebbe un'aggravante non indifferente.
Francesca Cenci è stato a casa sua a Sorrento, e il paese lo difende a spada tratta: lo ritiene un ufficiale della massima affidabilità, e a voce alta invita la stampa a non giungere a conclusioni affrettate.
Gaetano Perrusi, cuoco della nave, è in diretta con l'inviata, e racconta come Franco Schettino sia un ufficiale impeccabile. La d'Urso però desidera un parere più obiettivo, come se egli fosse stato presente alla tragedia. Gaetano non nega che non sarebbe certo stato li a difenderlo, e rimanda a chiarimenti sull'accaduto.
Schiaffino poi ci tiene a ringraziare l'equipaggio, erroneamente accomunato al capitano, ma che invece si è battuto a costo della vita per trarre in salvo le persone.
Silvia Graziadei, a proposito di questo, spiega come loro siano addestrati e facciano un briefing ogni volta prima di partire.
L'ordine di abbandono nave, a detta di Carusotti, non è stato dato: infatti le scialuppe sono scese troppo tardi, quando la nave, inclinata, le faceva battere su un fianco ripetutamente. Quando l'equipaggio si è reso conto che questa operazione non fosse più possibile, ha spostato i passeggeri dal lato più basso, con rischi per la loro incolumità, visto che l'inclinazione rendeva difficile camminare. Di la, le scialuppe venivano riempite, con relativi rischi per via del fatto che la nave si stava assestando dall'altro lato.



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