BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FEDERICO FELLINI/ Vi racconto il Maestro di un'Italia in ripresa celebrato dal logo di Google

Pubblicazione:

Federico Fellini e Giulietta Masina (InfoPhoto)  Federico Fellini e Giulietta Masina (InfoPhoto)

E’ il racconto di una crisi creativa di un regista, che fa poi diventare questa stessa crisi il motivo del film. Lo stesso Fellini in quel momento stava attraversando realmente una crisi creativa e non sapeva quale altro film fare, ma riuscì invece a creare una pellicola su un regista che ha difficoltà a fare un film, raccontando in maniera assolutamente autobiografica quelli che erano i suoi dubbi e le sue perplessità, e quindi anche il superamento di questa crisi. In questo modo grazie a Fellini si esce dall’epoca contraddistinta dal neorealismo e si entra nel nuovo cinema, in quella che i francesi chiamano la “Nouvelle Vague”, la nuova onda.
Cosa possiamo dire invece de “La dolce vita”?
Racconta le vicende di un giornalista romano che passa di stazione in stazione, facendo fare al protagonista Marcello un itinerario più notturno che diurno. E’ celebre il finale sulla spiaggia quando, dopo aver assistito alla pesca di un pesce mostruoso, Marcello si avvia verso chissà quale futuro. Fantastica anche l’ultima immagine, che Fellini lascia dopo tre ore di film visionario ma assolutamente sconvolgente sotto il punto di vista della visione dell’uomo: una ragazza sorride di rimando a Marcello, una sorta di grazia che, attraverso la giovane, guarda direttamente lo spettatore subito prima dei titoli di coda. Anche in “8½” la crisi creativa del regista si conclude alla fine del film attraverso il girotondo che fanno tutti i personaggi che lui ha incontrato. Queste immagini restano indelebili nella nostra memoria grazie anche a Nino Rota, le cui musiche saranno per sempre debitrici, e viceversa, dell’immagine di Fellini.
Parliamo infine di “Amarcord”…
Amarcord rende esplicito quello che negli anni Settanta Orson Welles diceva di Federico Fellini: «I suoi film sono il sogno della grande città da parte di un ragazzo di provincia. Le sue sofisticherie funzionano perché sono la creazione di qualcuno che non è sofisticato». Amarcord è esattamente un racconto di questo tipo, in cui vediamo i personaggi dell’infanzia di un giovane Fellini trasfigurati in due ore di grandissimo cinema.

(Claudio Perlini)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.