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BERNARDINI SOSTIENE CHE/ Da Jovanotti a Saviano fino a Gaber e Pasolini

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Roberto Saviano (Foto Imagoeconomica)  Roberto Saviano (Foto Imagoeconomica)

Come la bacchetta di Aldo Ceccato, alla guida della Verdi di Milano, ha funzionato meravigliosamente nel farmi scoprire tre partiture mai ascoltate dal vivo di Antonin Dvorak: Lo Scherzo Capriccioso op.66, il Concerto per pianoforte op.33 (con uno strepitoso Benedetto Lupo) e la Sinfonia n.8. Folclore ceco? Vivere Dvorak così è un vecchio pregiudizio. La verità è che questo musicista così immerso nelle sue radici locali era un signor contrappuntista e orchestratore (fu anche viola in orchestra a Praga), ammiratore giovanile di Wagner e amico di Brahms nella maturità. Non è, la sua, musica del secolo che verrà, ma lo splendido fiore maturo di un’ Europa musicale al tempo del suo massimo splendore. E il tema cantato dai violoncelli nell’Allegro ma non troppo finale dell’Ottava era degno di Beethoven.

 

Visto poi il doppio Mario Monti tv per signore giornaliste: Lilli Gruber venerdi su La7, Lucia Annunziata domenica su Raitre. Assai più preparata e incisiva la seconda, va detto, e per questo assai considerata dal premier. Lilli più da Tg1, anzi da speaker del Tg1. Ma posso dire che l’interessantissimo, sobrio, preparato, perbenissimo prof. Monti comincia a tediare in tv. Calmierare, ridurre, ridimensionare, per cortesia.

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