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BLOCCO DEI TIR/ A Pomeriggio 5 si parla del manifestante travolto e ucciso. Poi le dichiarazioni della moglie di Schettino

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Blocco dei tir, il manifestante ucciso e tragedia Costa Concordia - Al centro della puntata di oggi di Pomeriggio Cinque la rivolta dei forconi e il blocco dei Tir che sta paralizzando molte parti d’Italia. Barbara D’Urso torna poi sulla tragedia della Costa Concordia con alcune novità sulla drammatica vicenda. Per i telespettatori c’è sempre la possibilità di interagire con la trasmissione utilizzando il blog seguito da Marco Ceriani.
La vicenda tragica al centro delle cronache oggi è quella di Massimo Crepaldi, manifestante travolto, durante la protesta dei TIR, da una camionista tedesca. Probabilmente la donna ha cercato di forzare il blocco imposto dallo sciopero, travolgendo l'uomo. Alcuni colleghi la difendono, ma la procura ha disposto il fermo per indagini: il rischio è l'accusa di omicidio colposo.
In diretta da Asti, un'inviata del programma, in compagnia di alcuni autotrasportatori presenti alla protesta, racconta l'accaduto.
Quindi si torna a parlare del naufragio al Giglio, mentre continuano le ricerche a bordo della Concordia: è stato ritrovato il corpo di una donna, Luisa Virzi di 49 anni, partita con l'amica Mariagrazia Trecarico. Quest'ultima ancora non è stata ritrovata, anche se si parla di un altro corpo ancora da identificare.
Al telefono c'è il marito di Mariagrazia, Elio Vincenzi, che lancia un appello: dalle notizie frammentarie che egli ha ricevuto, suppone che il corpo non identificato sia proprio quello della consorte. Invita quindi chiunque abbia notizie a mettersi in contatto con lui. Accusa poi le autorità di non averlo ascoltato, quando per via di un errore l'equipaggio ha posto la dispersa nella lista dei censiti. Solo dopo alcuni giorni di denunce, le autorità si sono rese conto dell'errore, ed hanno modificato la svista.
Un servizio mostra il botta e risposta mediatico tra Schettino, la dirigenza di Costa Crociere e Roberto Ferrarini, coordinatore dell'unità di crisi presente quella sera sulla terraferma alle spalle del capitano De Falco.
Il procuratore ha sottolineato che, anche se le colpe fossero solo di Schettino, i suoi datori di lavoro sarebbero garanti e responsabili.
In questi giorni si indaga proprio su quanto affermato dal capitano: egli dichiara di non essere stato avvisato in tempo dal suo equipaggio, e di aver abbandonato la nave perché non in possesso di scialuppe adeguate. A supporto della sua versione, la famosa telefonata di quella sera, in cui diceva di avere bisogno di alcune "lance" per le operazioni di soccorso.
Francesca Cenci è inviata sul posto con Leonardo Cherici (sommozzatore della guardia costiera) e Filippo Marini( comandante della guardia costiera). Quest'ultimo parla dell'inchiesta: è stata oramai avviata al fine di scoprire le eventuali responsabilità. Inoltre spiega come le persone ritrovate siano state, nella quasi totalità, coloro che, interpretando erroneamente le indicazioni, si sono recate all'altezza del "ponte 3".
Attorno alla nave si è recata la Cenci, per osservarne più da vicino i varchi aperti per le ricerche. Le cariche esplosive hanno realizzato un apertura alla zona critica del "ponte 4", quella cioè con più vittime.
Un altro video racconta la storia di Maria D'Introno, conosciuta tristemente come "la sposina di Biella". La donna era finita per uno scherzo del destino su quella crociera, che aveva comprato per regalarla alla suocera.
Al telefono Carlo Cabrio, amico della sposa morta nel naufragio, racconta la vicenda. Il cruccio maggiore è quello di non sapere come sia finita, perchè dopo essersi buttata, la donna è scomparsa, probabilmente terrorizzata dall'acqua.
Un'altra donna è al centro dell'inchiesta: si tratta della misteriosa bionda con cui Schettino sta avendo contatti in questi giorni, che afferma di aver visto il capitano con un sacchetto rosso contenente un computer. Ma di tale computer non vi sono tracce. La donna è stata identificata come uno dei legali di Costa Crociere.



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