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THE HELP/ Un incastro magico per capire come abbattere la paura

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Una scena del film The Help (Infophoto)  Una scena del film The Help (Infophoto)

È per questo che Skeeter e Aibileen sono un incastro magico. L’una possiede la giusta determinazione e sensibilità per accorgersi che c’è un muro che va sfondato. L’altra il timore di infrangere la legge e il desiderio di far conoscere a tutti quanto mortificante sia stato fino a quel momento. Ma anche bello, in fondo. Già solo per il fatto di aver aiutato a diventare adulti tanti piccoli bambini bianchi che l’hanno considerata la loro vera mamma.

E poi c’è Minny (Octavia Stone - che ha vinto il premio come Migliore attrice non protagonista ai recenti Golden Globe), due occhi tondi e neri che ti divorano di pungente ironia. Una bomba irriverente che cerca di esplodere contro quel muro di stupida ingordigia. Inutilmente. Fino a quando incontra Celia Foote (Jessica Chastain). Bianca, si, ma considerata una stupida bambola bionda, cafona e volgare. Mentre invece nasconde un cuore ingenuo e puro che spazza via il lerciume di quei bianchi ingessati.

In questo è incantato The Help. Nel parlare non di emarginazione, di lotta, di ingiustizia. Ma di differenza. Nel senso di quell’intelligenza diversa che spicca nel p(i)attume. Che irrompe nella laccata, cieca, uniforme cultura benpensante e crea una frattura. Non è sul razzismo questo film. O meglio, non solo. Ci porta per mano, in modo delicato e commovente, a capire cosa sia la paura e a prender consapevolezza che essa, in fondo, non esisterebbe senza il coraggio capace di abbatterla. Che le convenzioni sono gabbie dorate in cui nascondersi per sentirsi al sicuro. O che semplicemente ci si abbandona a esse perché non si ha altra scelta.

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