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SERVIZIO PUBBLICO/ Marco Travaglio: liberalizzazioni e frequenze televisive. Video puntata 26 gennaio 2012

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Marco Travaglio  Marco Travaglio

Servizio Pubblico, Marco Travaglio (video) – A Servizio Pubblico l’irrinunciabile momento dell’editoriale di Marco Travaglio, che ha indirizzato la sua vis polemica sulle liberalizzazione, l’assegnazione delle frequenze televisive e il beauty contest. Questo nel corso di una puntata infuocata, che ha visto l’abbandono dello studio da parte di Roberto Castelli, a seguito di una lite con un operaio sardo. Le liberalizzazioni sono di tre tipi, ha affermato Travaglio: le liberalizzazioni che si annunciano e si fanno come quelle dei taxi e delle farmacie, quelle che si annunciano e non si fanno come quelle delle ferrovie e quelle che non si dicono e non si fanno come quelle delle frequenze televisive. Ed è proprio di questo ultimo tipo di liberalizzazioni che il giornalista affronta. Sono ormai trascorsi vent’ anni dalla legge Mammì, che prevedeva che uno stesso proprietario non poteva avere più di due reti (la legge avrebbe avuto come conseguenza il trasferimento di Rete 4 sul satellite). Grazie alla legge Gasparri è stato possibile aggirare questa legge perché con il digitale vi sarebbero state tante reti e quindi maggiore concorrenza. La realtà è ben diversa, a detta di Travaglio, tanto che a tutt'oggi la pubblicità è divisa tra Mediaset, che se ne accaparra il 56%, Rai (24%). In Europa l'Italia è considerata accomunabile alla Russia a causa dell'oligopolio della comunicazione e della pubblicità, ma questo sembra non turbare Monti nè tantomeno il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Catricalà ex presidente dell'antitrust.

Si potrebbe dire, prosegue il giornalista, che Passera ha bloccato il Beauty Contest, quell'iniziativa del governo Berlusconi che regalava le frequenze a Rai e Mediaset con il pretesto che un'eventuale asta sulle frequenze televisiva sarebbe andata deserta. A Servizio Pubblico, racconta Travaglio, Santoro lanciò una proposta provocatoria, quella di aprire l'asta candidandosi ad acquistare le frequenze con il milione raccolto tra i sostenitori di Servizio Pubblico. Il ministro Passera allora ha congelato per tre mesi il Beauty contest nell'attesa di definire quale possa essere la modalità di cessione delle frequenze. Il fatto di aver congelato e non abrogato il provvedimento ha comportato delle conseguenze. La prima è che Mediaset ha protestato asserendo che il governo non ha mantenuto gli impegni presi e che l'azienda stessa ne è danneggiata per aver investito e preso impegni in virtù delle promesse del governo. Avendo congelato il provvedimento, la graduatoria relativa alle assegnazioni delle frequenze esiste e dà adito alle rimostranze di coloro che vi sono presenti. Intanto bisognava assegnare le frequenze vendute ai gestori telefonici, che le hanno pagate, non potendo usare quelle congelate da Passera, le frequenze andranno requisite alle reti private, alle quali verrà dato un rimborso. Rimborso che ammonta a 5 milioni di euro per rete a prescindere dalla dimensione della rete stessa. In tal modo verranno trattate allo stesso modo le reti con tre dipendenti, che trarranno vantaggio dal risarcimento, e quelle con 150 che subiranno un grave danno. E' il caso di Telelombardia il cui presidente ha acquistato una pagina del Corriere della sera per denunciare i danni all'azienda e all'informazione conseguenti a questo provvedimento.Nessuna parola in merito nè da Passera, nè da Catricalà che disdegnano di partecipare a trasmissioni come Servizio Pubblico, ma non ad altre dove, probabilmente, ipotizza sarcastico il giornalista, vi sono divani più comodi delle sedie “spartane” del programma di Santoro. Continua alla pagina seguente con il video.



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