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SFOOTING / Per scaldarci un po’, il calendario 2012 delle "freddure in due battute"

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Le freddure dei Comic Astri  Le freddure dei Comic Astri

Gli Inuit che abitano sopra la calotta polare dell’Isola di Baffin (dove spesso si ripara Massimo D’Alema per l’annuale settimana bianca con le sue due renne: Rosy B. e Pierluigi B.), per scaldarsi durante il lungo inverno artico, sono soliti raccontarsi brevi freddure. Nei loro igloo non manca mai un manoscritto preziosissimo: è un antico codice conosciuto dagli scienziati con il nome di “L’Artide di far ridere-Che Fred che fa Astair qui”. Si tratta di semplici freddure facili da diglootire, scritte da un Anonimo Eschianno (corrispondente a dodici eschimesi) e che il grande regista della trilogia de "L'era glaciale”, Ingmar Icebergman, ha provato a tradurre in mini-comiche in due battute.

Anche a Busa di Manna, una località della val Primiero, in Trentino, conosciuta come la “Siberia d’Italia”, i busacchi (così si chiamano i suoi abitanti, cioè i “cosacchi di Busa di Manna”) tengono sopra le loro stufe di ghisa un manoscritto preziosissimo, attribuito a un autore molto amato da Bossi e dai leghisti, tal Marco Polo Nord: si tratta del libro “Il Milione di freddure”, che il giovane regista Eugenio Cappuccio di Lana ha provato a tradurre in 12 mini-freddure in due battute. Una per ogni mese del 2012.

 

GENNAIO/AL BAR

Personaggi: Caffè corretto e Caffè macchiato

(La scena si svolge sul bancone di un bar, dove sono appoggiate le due tazzine fumanti)

Caffè corretto: Io sono un caffè corretto perché non sbaglio mai. E tu?

(Caffè macchiato non risponde)

Caffè corretto: Io sono un caffè corretto perché non sbaglio mai. E tu?

(Caffè macchiato non risponde)

Caffè corretto: Io sono un caffè corretto perché non sbaglio mai. E tu?

Caffè macchiato: Io sono un caffè macchiato perché mi sono macchiato di orrendi delitti ogni volta che un caffè corretto mi ha chiesto chi ero. Vuoi chiedermelo ancora?

(Caffè corretto se la fa sotto in tazza grande)

 

FEBBRAIO/NEL DESERTO

Personaggi: Un granello di sabbia e Gli altri milioni di granelli di sabbia intorno a lui

(La scena si svolge esattamente al centro del deserto del Sahara)

Un granello di sabbia: (dopo aver osservato, muovendo gli occhi in ogni direzione, Gli altri milioni di granelli di sabbia intorno a lui) Ehi, perché mi state così appiccicati addosso? Non vedete quanto spazio c’è?

 

MARZO/NEL CASSETTO DI UN ARMADIO

Personaggi: Una canottiera, Un paio di collant da donna e Un paio di mutande da uomo

(La scena si svolge all’interno del cassetto di un armadio. Un occhio di bue illumina i vari personaggi quando parlano)

Una canottiera: (rivolta a Un paio di collant da donna) Sai, ti ho sempre ammirato: sei davvero un tipo in gamba! Mica come quello là! (indicando Un paio di mutande da uomo)

Un paio di collant da donna: Perché ce l’hai con quel paio di mutande da uomo?

Una canottiera: Mica sono solo io ad avercela con lui… Sta sulle palle a tutti!

 

APRILE/LEZIONE DI GALATEO IN UN NEGOZIO DI OREFICERIA

Personaggi: La faccia di un diamante e Un anello d’oro

(La scena si svolge all’interno di una vetrina di un negozio di oreficeria. Una mano da muratore afferra Un anello d’oro, che urta inavvertitamente La faccia di diamante)

La faccia di diamante: (rivolta a Un anello d’oro) Uh, stai un po’ attento: che miniere!

 

MAGGIO/IN DISCOTECA

Personaggi: Un matto e L’altro matto

(La scena si svolge sulla pista da ballo della discoteca “Cose da pazzi” ricavata in una casamatta di mattoni. È mattina)

Un matto: Bello, mi sono proprio divertito da sani di mente! (rivolto verso L’altro matto) Ma ora dobbiamo rientrare. Avverti il manicomio.

(L’altro matto compone il numero al cellulare. Parla sottovoce e poi riattacca di colpo)

Un matto: Cosa ti hanno risposto dal manicomio?

L’altro matto: Mi hanno detto che non hanno il telefono.

 

GIUGNO/A VENEZIA

Personaggi: Il primo archeologo e Il secondo archeologo

(La scena si svolge a Venezia. I personaggi sono seduti al tavolino di un bar. C’è l’acqua alta e nessuno dei due porta gli stivali. Hanno i piedi a mollo. A un certo punto Il primo archeologo scatta in piedi come una molla)

Il primo archeologo: (scattando in piedi come una molla) Io qui a Venezia ho scoperto la prima università: la Ca’ Foscari.

Il secondo archeologo: (restando impassibile con i piedi a mollo) E io qui a Venezia ho scoperto la prima casa abitata da un uomo: la Ca’ Verna.



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