Cinema, Televisione e Media
lunedì 30 gennaio 2012
Il trash in tivù non è più nemmeno divertente. Vabbé, noi saremo anche di quelli che le vesti se le strappavano già tanti anni fa, ai tempi del primo Grande fratello, ma poi ci siamo evoluti, abbiamo capito che rifletteva qualcosa di ciò che stava cambiando nella nostra società (il narcisismo e la voglia di apparire, almeno) e siamo perfino arrivati ad accettare che il pubblico giovane, per gioco, ci si identificasse. Ma oggi che accanto al reality arrancante di Canale 5 anche L’isola dei famosi mostra tutte le sue crepe, la verità è che si tratta di un genere profondamente inattuale. È l’idea stessa del trash televisivo che oggi suona fuori tempo massimo, e non solo per via della crisi.
Le parole e le situazioni eccessive, in tv, si sono dette e viste tutte, l’abitudine trionfa. I concorrenti sono maschere di concorrenti passati, tipologie di tipologie già analizzate, vite in fondo già vissute guardandole in tv. Per questo L’Isola non può che ricorrere alle star del passato, ai naufraghi già naufragati, già piangenti, già urlanti, già litiganti. E forse è giusto che al posto della sacerdotessa Simona a condurre ci sia il mite Nicola Savino in tandem con la virile (in senso conduttivo) signora Luxuria. Tramonto dell’impero del reality insieme al debito di Endemol (inventrice del GF) che affatica Mediaset, mentre avrebbe dovuto rappresentare, quell’acquisto, l’apoteosi del format-pensiero.
Eppure c’è chi dice che è la tv l’unico terreno rimasto per la creatività, che il cinema è in crisi, senza idee, e nel mondo anglosassone ormai sorpassato dal piccolo schermo. Lo scorso weekend ci è capitato di verificarlo di persona, immergendoci insolitamente (uno per sera) in tre generi cinematografici molto diversi. Per descrivervi il primo, Underworld, il risveglio, al solito ricorro ad alcuni passaggi via twitter:
-Venerdì sera: così stanco da rifugiarmi in film rigorosamente fantascienza/action/horror. Livello mentale richiesto anni 12. Senza vergogna.
-“Underworld il risveglio” in 3D. Primi 10' tolgono il respiro... Ma niente secchio di popcorn, giuro. E non richiedete opinioni, please.
-I 10' senza respiro sono diventati 90' di napalm audiovisivo tecnovampirico. La bella Kate Beckinsale non vale tanto.
-Trama-pretesto per una scrittura filmica da videogioco. E il 3D è davvero poca cosa.
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