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NOMINE RAI/ Maccari al Tg1, Casarin al TgR. Rizzo Nervo si dimette

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Non si è mai visto che la Rai resistesse allo spoil system; questa volta, tuttavia, sembra manifestarsi una resistenza parziale. Il cda di Viale Mazzini, infatti, ha nominato, con 5 voti favorevoli su 9 Alberto Maccari direttore del Tg1, carica che, fino ad oggi, ricopriva ad interim, dopo le dimissioni di Augusto Minzolini, oggetto di una vertenza legale che non si è ancora conclusa. Il mandato per Maccari sarebbe scaduto oggi stesso. Contestualmente, sarebbe andato in pensione. La fine del rapporto lavorativo era stata semplicemente congelata, in attesa di trovargli un sostituito. Il Consiglio, che è durato tre ore, ha visto, al termine, l’approvazione della linea dettata dal direttore generale dell’azienda, Lorenza Lei. Ovvero, un contratto a tempo determinato, in scadenza al 31 dicembre 2012. Nel quale è stata introdotta una clausola che, in Rai rappresenta un inedito assoluto, e prevede la rescissione anticipata senza possibilità, da parte di Maccari, di alcuna rivalsa.

Maccari ha accettato, cosa, anch’essa, mai accaduta in Rai. La Lei ha sottolineato che la clausola è stata animata da uno spirito di rispetto nei confronti del Cda che sostituirà l’attuale, onde evitargli future grane legali. A favore della proposta, in ogni casi, hanno votato i consiglieri Rositani, Petroni, Bianchi Clerici, Verro e Gorla, si sono espressi, invece, contro il presidente Garimberti, Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis. Rizzo Nervo ha immediatamente deciso, al termine della riunione, di presentare le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione Rai al presidente Garimberti. L’ex consigliere, inoltre, ha definito l’accaduto come «l'ultimo scriteriato atto di una gestione aziendale condizionata da logiche di parte che sta spingendo l'azienda verso un rapido declino». Duro anche il commento del segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «Non resteremo con le mani in mano, non staremo certo fermi davanti a coloro che vogliono vedere distrutta un'azienda pubblica», ha dichiarato mentre l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha lamentato il fatto che l’azienda sia in mano ai partiti.



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