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SFOOTING / C’è la crisi ma in un anno con i "decreti Passera" passerà

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Il ministro Corrado Passera (INFOPHOTO)  Il ministro Corrado Passera (INFOPHOTO)

Aprile: decreto “abbocca-Italia”. Viene liberalizzata l’attività di boccalone. Si può aprire una boccaloneria senza limiti alle licenze e senza vincoli di distanze minime da rispettare. Nelle boccalonerie sarà possibile spararle grosse senza temere di essere smentiti o querelati da qualcuno. Le migliori sparate saranno poi vendute nei Boc-buster in Dvd il cui prezzo varierà in base all’entità della fanfaronata. Qualche esempio? “Se allenassi il Novara, con me vincerebbe il campionato di calcio e batterebbe il Milan 7 a 0” (Dvd allegato alla “Cassetta dello sport”, il quotidiano degli atleti alla frutta, euro 19,99); “Se fossi il direttore di Max, in copertina pubblicizzerei il calendario della Merkel: tutte le copie andrebbero esaurite, perché i camionisti ne farebbero incetta!” (Dvd allegato a “Tir-chio”, la rivista del camionista che non vuole spendere troppo per  benzina, autostrada e riviste osè, euro 22,22);  “Se fossi il leader del blocco compatto delle sinistre (Sel, Rifondazione comunista, Verdi, Pd, Radicali, Italia dei Valori) vincerei le elezioni anche a Cortina con una valanga di voti!” (Dvd allegato a “Strano ma Vauro”, rivista satirica per lettori snob di sinistra, euro 30,50); “Fossi io il direttore generale della Rai, per risollevare l’audience metterei Luciano Onder alla Prova del cuoco e Antonella Clerici a Medicina 33” (Dvd allegato a “In Media set virtus”, euro 112, come il canone Rai 2012). Passera ha dichiarato in tono di sfida alla Süddeutsche Zeitung: “Con questo decreto credo proprio che spezzeremo le reni alla Renania!”.

Maggio: decreto “salute-Italia”. Liberalizzazione delle diete e tassa sui chilogrammi di peso. Meno chili, meno imposte da pagare. Gli italiani verranno divisi in quattro scaglioni: quelli nati sotto il segno della Bilancia, saranno esentati; quelli che pesano sotto i 40 chili, rientreranno nella No tax area; dai 40 ai 60 chili, pagheranno solo l’Uva al 21%; dai 60 agli 80 chili rientreranno nello scaglione “Non c’è Irap per gatti”; oltre gli 80 chili saranno costretti a fare la dichiarazione: “Io sono grasso, io sono un peso per il Paese, io devo dimagrire, io devo fare la dieta”. A tal proposito, la Guardia di Finanza ha messo in guardia, con una clamorosa operazione chiamata “Strozzapreti”, ogni chef e cuoco operante sul territorio italiano dal proporre menù troppo ricchi di calorie, vitamine e proteine, pena la chiusura immediata non solo di ristoranti, pizzerie e trattorie, ma persino di gelaterie, pasticcerie, negozi di dolciumi e persino guide Michelin. Un contributo fattivo concreto arriverà dalla competente mobilitazione dei dietologi italiani. L’obiettivo? Garantire a tutte le categorie di cittadini la propria dieta ad hoc. Così i calciatori avranno la dieta a zona, gli scacchisti la dieta del cavallo, gli sciatori la dieta a slalom tra i pasti, i chimici la dieta molecolare e i meccanici la dieta senza carboidrati, idrocarburi e carburatori.  Passera ha usato parole pesanti (le ultime consentite, prima dell’entrata in vigore del presente decreto) nella sua intervista concessa alla Bild Zeitung: “Grazie alla liberalizzazione delle diete invaderemo la Sassonia di olio Sasso!”.

Giugno: decreto “matura-Italia”. Tutti gli italiani, al compimento del 30° anno di età, dovranno ripetere l’esame di maturità una volta ogni cinque anni. Previsto un comma ad hoc per Di Pietro, che dovrà presentarsi tutti gli anni ma senza poter essere interrogato sui congiuntivi. Santoro ripartirà ogni volta da zero, anzi, dall’Annozero; Fabio Fazio porterà una materia a scelta (la meteorologia); Giuliano Ferrara dovrà consegnare il tema su un Foglio di quattro pagine e Barbara D’Urso, se continuerà a presentare “Pomeriggio: cinque”, senza mai raggiungere la sufficienza, dovrà ripetere anche l’esame di terza media. Passera, dopo averla trascritta 500 volte imparandola così a memoria per timore di essere interrogato, ha rilasciato la seguente dichiarazione a Der Tagesspiegel: “Innalzando il livello culturale generale dell’Italia, non saremo più costretti a fare i compiti a casa che ci chiede la Merkel”. (1- continua)

 



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