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STAGIONE TV 2012/ La crisi e Monti fanno chiudere il Gf e L’Isola dei famosi

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Ogni tanto qualche programma ci riesce. L’esempio più eclatante è l’ultimo programma di Fiorello. Anche se bisogna ammettere che ha goduto di alcune condizioni favorevoli, come il fatto di essere il primo programma di un certo tipo mandato in onda dopo le dimissioni di Berlusconi.

Dopo Fiorello, tornerà in voga il grande varietà?

No. E’ un genere di programma che si basa sul talento, l’eleganza e l’eclettismo del conduttore. A febbraio, su Canale 5, ci sarà Panariello ma saremo ben lontani da quei risultati. Come, del resto, si è rivelato parecchio al di sotto l’esperimento di Checco Zalone. Resta da seguire, infine, quali effetti sortirà, in termini di share, l’ospitata a Sanremo di Celentano. Al di là dei superbig, in ogni caso, ci sono alcuni programmi che continueranno a fare grandi ascolti.

Ci faccia un esempio

Il commissario Montalbano resta un sempreverde. Per la forza del suo interprete e l’affidabilità del personaggio. E’ un leader della quotidianità come tutti vorremmo essere. 

A proposito, che direzione assumerà, in generale, la fiction?

Molte sono prevedibili e di maniera, e rappresentano la maggior parte di quanto trasmette la tv generalista. Certo, ci sono prodotti estremamente innovativi, come Romanzo criminale. Ma è andato in onda su Sky. Sulle reti generaliste, a parte Montalbano, sul fronte italiano occorre andare indietro con la memoria, alla fiction su De Gasperi o a quella su Basaglia, per trovare elaborati di pregio. Se escludiamo alcune anomalie inspiegabili…

Cioè ?

Intendo dire che ieri sera, su Canale 5, è iniziato il Tredicesimo apostolo, una buon prodotto interamente italiano; e, contemporaneamente - il che non ha senso -, su Rete 4, The Pacific, una fiction prodotta da Spielberg sulla Seconda guerra mondiale nelle isole del Giappone. Un evento che non ha nulla da invidiare al cinema di qualità. 

E sul fronte non italiano?

Le fiction straniere, americane e inglesi, continuano ad essere estremamente seguite e di notevole qualità.

 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
05/01/2012 - Il clima nuovo e la cultura economica (Franco Labella)

Nel corso dell'intervista ci sono due passaggi riferiti alla ineluttabilità di impostare l'informazione televisiva in relazione alla crisi economica. In particolare si afferma che "il cittadino comune ha iniziato a familiarizzare con concetti come “crisi”, “spread”, ”btp”, “default”, “rating”; variabili e materie che, sino ad alcuni mesi fa, ci erano estranei". Il cittadino comune ha bisogno di sapere e, soprattutto, capire. Ma se la mitica casalinga di Voghera non ha gli strumenti per farlo, suo figlio ne ha anche meno. Forse bisognerebbe considerare, tra i lasciti del recente passato, oltre al GF anche la eliminazione dello studio dell'economia nelle scuole superiori italiane. E' il risultato più inquietante di una delle "riforme epocali" del Ministro Gelmini ed opera dallo scorso anno. Forse il nuovo Ministro Profumo dovrebbe riconsiderare quella scelta infausta e considerare la negatività dell'assenza di cultura economica diffusa. La sua collega Fornero ne aveva fatto addirittura oggetto di una ricerca pubblicata di recente. Potremmo così evitare anche l'incongruenza di sperimentazioni, già avviate in alcune regioni italiane, di corsi di Educazione finanziaria avviate nelle scuole. Frutto dell'opera indovinate di chi? Di un consorzio di banche... Prof. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia