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BERNARDINI SOSTIENE CHE/ Da Clint Eastwood a Bach fino a Ballando con le stelle...

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Clint Eastwood (Infophoto)  Clint Eastwood (Infophoto)

Come devo accoglierti, e come incontrarti? O desiderio di tutto il mondo, o gioiello della mia anima! O Gesù, Gesù!”
“Lode, onore e gloria, perché tu, ospite da lungo tempo desiderato, finalmente sei arrivato”.

“Io ti voglio custodire con cura, io voglio per te vivere qui, per te voglio partirmene, con te voglio infine salire pieno di gioia senza tempo là nell'altra vita.”

“Gesù, guida ogni mia iniziativa, Gesù, rimani sempre a me vicino, Gesù, modera i miei sensi, Gesù, sia tu il mio solo desiderio, Gesù, sia tu nei miei pensieri, Gesù, non lasciarmi vacillare!”

“Davvero questa dimora che è il mio cuore non è un bel palazzo principesco, ma piuttosto una grotta buia; ma non appena la luce della tua grazia in quella brillerà, essa risplenderà piena di sole.”


Mentre li ascoltavo, e grazie agli schermi dove le traduzioni campeggiavano nel bell’Auditorium Cariplo della Verdi su soli, coro e orchestra, pensavo a quanto anche questa dolce e commovente lingua liturgica del luteranesimo sia oggi perduta. Ascoltavo commosso e pensavo alla lingua e alla tavolozza espressiva dei telepredicatori urlanti delle sette neoevangeliche dominanti oggi negli Usa e nel mondo...

Qualcosa di simile ai pregiudizi con cui mi sono accostato il 4 gennaio alla prima puntata de  “Il tredicesimo apostolo”, fiction in ben 12 episodi per 6 prime serate di Canale 5.
Su Wikipedia i produttori hanno sintetizzato così le ragioni della storia e il suo plot: Gabriel Antinori (Claudio Gioè) è un giovane prete e professore universitario di teologia. Amato dai suoi studenti per la sua intelligenza anticonformista, Gabriel si occupa di esplorare i confini fra scienza e fede studiando il mondo dei fenomeni definiti paranormali. Mosso dal desiderio di esplorare i misteri della vita, Gabriel collabora con la Congregazione della Verità, un'istituzione ecclesiastica che verifica eventi razionalmente inspiegabili. Gabriel non è un investigatore dell'occulto ma un uomo di fede, scevro da pregiudizi e chiusure, che vuole comprendere il fenomeno che ha davanti a sé soprattutto da un punto di vista umano. Scoprirà presto sulla sua pelle che è la stessa natura umana ad essere messa in gioco nel paranormale, grazie all'incontro con l'affascinante psicologa Claudia Munari (Claudia Pandolfi). Claudia ha un atteggiamento più scettico di Gabriel, crede nella potenzialità della mente umana più che nel divino. Fra di loro scatta una forte attrazione, e la loro collaborazione creerà un'alchimia speciale, che può nascere solo dal seducente confronto tra razionalità e fede, tra scienza e spiritualità”.

Come mi accade spesso per lavoro e pratica da social network, parto per il consueto “live twitting”, e il 4/1 commento la messa in onda in diretta: Ecco il risultato:

-Provo a seguire #iltredicesimoapostolo su Canale 5. Giovane gesuita teologo sulla moto vaga per la campagna ma sappiamo già di infanzia hard”

-“#tredicesimoapostolo
della TaoDue di Valsecchi: buona sceneggiatura di Lorenza Ghinelli, asciutti Pandolfi e Gioè, regia Alexis Sweet ok (quattro giorni dopo, sempre attraverso twitter, scoprirò che a firmare i primi due episodi sono stati Nobile, Curcio e D’Agostini)”

-“Gioé gesuita moderno: moto, kayak, camerina digitale e pc”

-“Strana scrittura a episodi: chiamano il gesuita nei sacri palazzi per episodi controversi e lo mandano in missione”

-“Sia Gioé che la Pandolfi vanno di recitazione fredda, senza enfatizzare i loro personaggi”

-“Coppia investigatori dell'ignoto con infanzia difficile; più 2 preti uno IN altro OUT; più 2 studenti aiuto di Gioé”

-“Secondo episodio #iltredicesimoapostolo più complesso ma più standardizzato alla Dario Argento. Gabriel va nell'aldilà per salvare girl”


Il giorno dopo, il 5, arrivano i risultati di ascolto, un trionfo: una media oltre i 7 milioni di telespettatori, uno share sul 27 che Mediaset con la fiction non raggiungeva da anni. Intendiamoci, non è un capolavoro, ha i suoi bei scivoloni alla Dan Brown (ma più rispettosi), i suoi stereotipi volontari e involontari. Ma staremo a vedere il seguito con attenzione.



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COMMENTI
09/01/2012 - Buone notizie (Alberto Consorteria)

FINALMENTE si rivede la penna di Bernardini sul Sussidiario. E per una rubrica, ottimo! In bocca al lupo per la rubrica, Alberto