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SANREMO 2012/ 1. L’Italia decrepita e moralista dei celentani e dei morandi

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Adriano Celentano sul palco dell'Ariston (Infophoto)  Adriano Celentano sul palco dell'Ariston (Infophoto)

SANREMO 2012: CELENTANO, LA POLEMICA. L’Italia decrepita dei Celentano e dei Morandi è andata in onda ieri. Li chiamano artisti, ma sono solo due tra i nostri modesti uomini di spettacolo - ingrassati per cinquant’anni dai soldi del servizio pubblico (Morandi e Celentano devono tutto alla Rai). E ieri sera s’è vista la loro modesta statura, inversamente proporzionale alla mania di grandeur di cartapesta andata in scena. Si tratta di gente che ha fatto qualche (qualche, non di più) buona canzone. Ed è stata mantenuta lautamente dal regime pubblico radiotelevisivo. Cantanti di Stato, verrebbe da dire.

Nel merito dell’attacco del “Predicatore Pubblico” ai due giornali cattolici, i due direttori han già risposto in modo asciutto. Andatevi a leggere le poche righe con cui liquidano la sbruffonata di Celentano, bravo a orientare il suo fuoco polemico solo su obiettivi “facili facili”, costretto a coprire la verità del suo grottesco egotismo. Il problema sollevato ieri per me riguarda un punto, che non è tanto l’arroganza da Grande Fratello orwelliano con cui si dice di “chiudere” i giornali “fastidiosi”. Il punto è: perché quei giornali? Sono forse gli unici due giornali insurrezionali rispetto al pensiero unico, dominante?

Riflettiamo un attimo. La tv di servizio pubblico ormai parla solo grazie ai casi dei suoi “telepredicatori”: i Saviano, i Santoro, i Celentano o gli altri predicatoruzzi. Da tempo si assiste al fenomeno della creazione di nuovi preti. Creati, voluti e ben pagati da misteriose (?) manine dentro al servizio pubblico. Spesso questi nuovi preti sono tanto bravi a moraleggiare contro politici o altri obiettivi facili con la portaerei della tv pubblica sotto il sedere, quanto abili poi a sfruttare la situazione e crearsi le proprie aziendine. Giornali come “il fatto”, ad esempio, non hanno avuto potremmo dire lo “spin off” e un bel po’ di spot di promozione delle sue firme di punta grazie alla Rai? E allora la domanda oggi urgente non è tanto a riguardo di Celentano, ma della Rai.

Perché il fascistoide proclama sul “chiudere” i giornali che hanno criticato il suo cachet e l’ipocrisia della beneficenza organizzata e pubblica, ha come unico vero effetto il dilagare della domanda: perché si tiene aperta la Rai? Ovvero qual è lo scopo del servizio pubblico se ormai le uniche tendenze che crea sono quelle del voyeurismo (i reality) e del predicatorismo (i nuovi preti) apparentemente opposte ma complementari? C’è bisogno di spendere denaro pubblico per questo? Quali oscure manine, nelle stanze che sembrano sembra cambiare per non cambiare mai decidono che l’Italia per forza bisogno di Sanremo, di Morandi, di Celentano e di tutta questa paccottiglia ben orientata? A quale pensiero, a quale gusto estetico si sono nutriti i funzionari che immaginano, preparano, vidimano questo spreco di niente per niente?

Non si tratta di politica. No la questione è più grossa, vischiosa, e violenta. In questo senso la Rai è un teatro anche nobile degli scontri veri. E chi all’interno non si piega a certi diktat ha davvero la statura dell’eroe e del testimone. Tutti son pronti a dire che il problema della Rai è la politica, l’infiltrazione dei partiti, ecc. No, il problema della Rai è stato per lungo tempo ed è la cultura dei suoi capi (interni ed esterni). Ripeto la cultura, non la politica, è il problema. In Rai prospera un mostro: si chiama cultura dominante. La quale, per giustificarsi, ha capito che deve sempre mascherarsi per protestataria e risentita, per continuare a prosperare e a vendere.



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COMMENTI
16/02/2012 - Viva Celentano! (GIUSI TARANTINTI)

Condivido il giudizio di Luisella Martin, a me Celentano ha sempre commosso e commuove ancora per il coraggio e la semplicità che ha nel testimoniare la sua fede. Celentano ha sparato contro L’Avvenire e Famiglia Cristiana e certa parte del clero, non contro la Chiesa tutta. Perché ci si scandalizza tanto per le parole di Celentano? Non abbiamo anche noi cattolici d.o.c. giudizi simili, a volte? E quando negli anni 80 il settimanale cattolico Il Sabato attaccava Famiglia Cristiana e anche Avvenire per giudizi non certo cattolici/cristiani, ce lo siamo dimenticato? La Rai ha voluto Celentano per l’audience e lui ha fatto bene a usare la Rai per dire quello che aveva voglia di dire, tanto più, (per me ammirevole) che il compenso lo darà in beneficenza, pochi avrebbero il coraggio di fare così. Concludo dicendo che ci si dovrebbe scandalizzare di più per quelli che in TV dicono e trasmettono il “NULLA”: (Es. Porta a Porta, Che tempo che fa.. etc).

 
15/02/2012 - le parole (luisella martin)

Le parole dovrebbero essere accolte con cuore limpido,da noi cattolici, non alla lettera... Le parole che dicono di Dio dovrebbero servire a qualcosa chiunque le pronunci. A me le parole di Celentano hanno commosso e l'affermazione che Gesù era risorto mi ha confortato ed ha sorpassato tutto ciò che Celentano aveva detto per giungere alla sua professione di fede. L'Italia non é decrepita, nè moralista, sebbene molti cittadini, fra i quali spero di non esserci, siano vecchi dentro e moralisti.

 
15/02/2012 - Festival di Sanremo senza fiori (claudia mazzola)

Meno male che Celentano c'è se no come facciamo ad andare in Paradiso. La cosa bella è che non finisce qua, ce lo troveremo anche là!

 
15/02/2012 - Celentano e i nostri giornali liberi (AGOSTINO CLERICI)

Bravo Rondoni. Sono d'accordo pienamente con te: è un problema culturale quello che attanaglia i vertici della Rai (e purtroppo non solo quelli della Rai). Ho anch'io espresso il mio parere sulla vicenda sul mio blog. Fino a tre mesi fa ho lavorato come direttore in un settimanale diocesano affiliato alla Fisc e so quanta fatica si fa a restare aperti... E ora il telepredicatore di turno si permette di inneggiare fascisticamente alla chiusura di due giornali liberi? E' una vergogna!

 
15/02/2012 - Non fare di tutta l'erba un fascio (alvaro connio)

D'accordo che Celentano abbia strafatto, e non mi sembra giusto che gli si dia liberta di dire e fare quello che gli pare, ma dire che "Il Fatto Quotidiano" sia faccia pubblicita gratuita sulle reti Rai tramite i suoi opinionisti, e una grandissima bufala. Vorrei ricordarti (o forse lo sai ma non ne fai cenno) che Il Fatto Quotidiano e l'unico quotidiano nazionale che non prende sovvenzioni statali (li rifiuta anche se ne avrebbe il diritto), mentre i giornali per i quali tu scrivi (avvenire e il sole24ore) si, quindi per favore un po piu` di obbiettivita e meno IPOCRISIA!!! Alvaro

 
15/02/2012 - Basta moralizzatori! (Alessandro Galimberti)

Uno spettacolo imbarazzante. Oddio: "spettacolo" è una parola grossa. Alle medie la mia classe recitava meglio di Morandi, Celentano e Pupo nel loro siparietto che pochi hanno compreso. E' francamente fastidioso ascoltare sempre e solo prediche da cantanti, intellettuali, attori, calciatori che si auto-eleggono moralizzatori del paese. A Celentano manca solo un attacco al Papa. Ormai si salvano solo lui, Santoro e Scalfari. Gli EGO più smisurati ed auto-referenziali del nostro paese. Colpisce poi che Celentano si sia fatto strumento dell’anticlericalismo più pericoloso, ultra-liberista, massone e marxista: quello che vuole relegare il cristianesimo a pratica indoor: nelle Chiese a parlar di Dio, fuori ci pensiamo noi! Come se il cristianesimo, e di conseguenza il clero, dovesse non occuparsi di lavoro, politica, famiglia. Al potere piacerebbe: non avrebbe più nessun libero oppositore. Condivido, invece, il giudizio sul fatto che molti preti parlano più di politica che di Dio. Il che non significa che debbano – come vorrebbe Celentano – parlare solo di Dio. Per finire un'incoerenza di "sua immensità": salva don Gallo che è il primo che non parla mai di Gesù e del Pradiso ma sempre di ultimi e fa politica. Solo che fa quella della parte di Celentano. Democratico! Alessandro PS: Non condivido assolutamente il giudizio espresso nell'incipit di questo articolo circa le qualità artistiche di Morandi e, soprattutto, di Celentano. Stonante forzatura.

 
15/02/2012 - mammona e la demenzialità imperano (cesare barbadoro)

Si! Lei ha perfettamente ragione. Oggi si fa tutto in funzione di Mammona, denaro e bassa politica. E per questo i dirigenti rai, zelanti servi di tali dei, permettono le volgarità di Luca e Paolo, e a Celentano dire le sue demenzialità su stampa cattolica, preti e frati. Preti e frati; rispettabilissime persone che, pagando anche con la propria vita, tanto bene hanno fatto e fanno alla società tutta. Ma a loro, i dirigenti rai, dei valori veri e della morale non gliene frega assolutamente nulla, tanto hanno l'audience!

 
15/02/2012 - nomi appropriati (francesco taddei)

invece del solito fascistoide cominciamo a dire sovietico. che quella rossa era una dittatura "ma anche"?