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SANREMO 2012/ Festival commissariato: Lorenza Lei dà pieni poteri ad Antonio Marano

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Lorenza Lei (InfoPhoto)  Lorenza Lei (InfoPhoto)

FESTIVAL DI SANREMO 2012: COMMISSARIATO - Il Festival delle polemiche è stato commissariato. Dopo la lunga esibizione di Adriano Celentano sul palco dell’Ariston, la risposta dell’agenzia stampa della Cei e i commenti del direttore di Rai Uno Mauro Mazza, il direttore generale Lorenza Lei ha deciso, «dopo aver ascoltato informalmente il Presidente e i Consiglieri di Amministrazione presenti, di fronte alla situazione che si é venuta a creare, di inviare il Vice direttore generale per l'Offerta, Antonio Marano, a coordinare con potere di intervento il lavoro del Festival di Sanremo», si legge in un comunicato diffuso nella sala stampa del Festival. La manifestazione canora è stata dunque commissariata, dopo che anche lo stesso Mazza aveva preso le distanze e criticato diversi aspetti dell’intervento di Celentano: «La chiusura di un qualsiasi giornale non si invoca mai, sono cose brutte e ad ascoltarle si avvertono i brividi lungo la schiena», aveva detto al Tg1, pur ammettendo che «Celentano è un grande cantante, ma un pessimo telecomunicatore. Sappiamo però chi ci mettiamo in casa: se si prende Celentano, lo si prende con il fiocco, tutto compreso». Durissima anche la nota inviata dalla Sir, l’agenzia stampa della Cei, secondo cui «quando l'ignoranza prende il microfono per diffondere il suo messaggio è doveroso replicare, seppur con serenità e rispetto delle persone, per amore della verità». Ecco quindi la replica: «Ieri sera, in apertura del Festival di Sanremo – si legge nella nota - i giudizi di Adriano Celentano su due testate cattoliche nazionali da lui accusate di ipocrisia, di parlare di politica e non di Dio, sono stati la prova di un vuoto che è anche dentro di lui. Vuoto di conoscenza di ciò che le testate cattoliche professionalmente sono e vuoto di conoscenza del servizio che esse svolgono per la crescita umana, culturale e spirituale della società tutta. Un vuoto voluto, e quindi ancor più triste, perché a tutti è possibile conoscere e comprendere il ruolo laico dei media cattolici nel nostro Paese». «E' dunque più l'amarezza – conclude la nota - che il disappunto a prendere il sopravvento dopo quanto accaduto ieri sera sul palco di un teatro che, è bene ricordarlo, non è la realtà del vivere quotidiano.



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