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L’ORA NERA/ Catastrofi e alieni in un film costruito con "l’accetta"

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Una scena del film L'ora nera  Una scena del film L'ora nera

Insomma, se un film privo di un briciolo di ironia più di una volta strappa risate involontariamente, non è un buon segno. Stupisce, e un po’ spiace, vedere sprecato in un progetto tanto insulso Emile Hirsch, che dopo Into the wild era entrato di diritto nella rosa degli attori più promettenti della sua generazione, ma non sembra stia mantenendo le promesse.

Le cose vanno meglio sul fronte del montaggio e degli effetti visivi, anche se la trovata dei bagliori di luce distruttivi da sola non basta per tenere vivo l’interesse fino alla fine, e il 3D si rivela ancora una volta di scarsissima efficacia. Alla fine del film, ciò che preoccupa di più è il finale aperto, che lascia intravvedere un possibile sequel.



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