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SANREMO 2012/ Il monologo di Celentano: i fischi e la stoccata (video)

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Celentano e Morandi (Infophoto)  Celentano e Morandi (Infophoto)

Sanremo 2012 il monologo di Celentano (video) - C’era grande attesa per il monologo di Celentano nella serata finale di Sanremo 2012, dopo il precedente intervento che aveva destato grande scalpore. Con qualche minuto di anticipo rispetto alle previsioni il Molleggiato fa il suo ingresso sul palco dell'Ariston cantando. Alla fine della canzone Celentano beve un sorso d'acqua domandandosi perchè il palco di Sanremo gli asciughi la bocca, forse sarà l'effetto Morandi, dice. Il pubblico applaude.
Celentano inizia il suo monologo parlando di "corporazione dei media" che si è coalizzata in massa contro di lui, neanche avesse fatto un attacco allo Stato. Tra i 4 o 5 che lo hanno difeso vuole ringraziare un prete che è andato da Mara Venier, Don Mario “che ha capito quello che i vescovi non hanno voluto capire”. Persino Travaglio che sembrava aver capito, ospite da Lilli Gruber, non ha evitato di affondare il coltello nella piaga. Piaga, continua Celentano, che non è la sua, ma "la vostra" perchè “vi distolgono dal farvi capire”. "Estrapolano una frase dal mio discorso – prosegue Celentano - cambiando il modo dei verbi". I temi sui quali dovrebbero basarsi giornali come Famiglia Cristiana e L'Avvenire non vengono affrontati. Celentano precisa di essere venuto al Festival di Sanremo 2012 per parlare del senso “della vita, della morte, ma soprattutto di quello che viene dopo”. Abbiamo la “straripante fortuna di essere nati”, dovremo riflettere, pensare a cos'è il Paradiso, dove è, com’è. “Non facciamo altro che allontanarci da Dio – continua il Molleggiato - mentre invece dovremmo cercarlo, tracciare una linea del suo carattere, per capire, anche se lontanamente, i tratti del suo volto, quasi una gara a chi raggiunge il suo identikit”. Non importa se nessuno di noi ha mai visto Dio, “tutto ciò sarà interessante per conoscerci, per capire che l’unica via non interrotta è la Sua”. Su questi temi “dovrebbe basarsi un giornale che ha la presunzione di chiamarsi Famiglia Cristiana o anche l’Avvenire”. Invece i giornali citati, a questi temi preferiscono la politica, non la politica di Gesù che era un politico dei bisognosi. Anche Giuda era un politico che però pensava al proprio tornaconto. Il pubblico sembra diviso, c’è chi grida “bravo!” e chi fischia e urla “basta”
Celentano chiede che lo lascino finire di esporre il suo pensiero. "Siamo in democrazia e io ho espresso un mio desiderio" per quello che lo riguarda questi giornali possono anche restare aperti, ma che almeno cambiassero testata. Parlare di Dio, prosegue, non significa solo scrivere, ma parlare della storia di Gesù e poi confrontarla con quella di oggi. Dal pubblico si levano ancora voci di dissenso "predicatore" gli urlano. Finito di parlare Celentano dice adesso potete fischiare. Poi attacca un'altra canzone "La cumbia che cambia".
Finito di cantare beve ancora mentre al suo fianco arriva Gianni Morandi. "Adriano, grazie". "Prego" risponde il molleggiato. Il tono è solenne. "E' stato bello" afferma Morandi "Anche per me" ribatte Celentano. Durante lo scambio di battute fra i due parte l'orchestra "Che cosa fai?" Il maestro ferma la musica per farla ripartire qualche attimo dopo tra le rimostranze di Celentano e Morandi. Adriano si allontana a bere seguito da Morandi. Dal pubblico si sente una voce "Siete un pezzo di Italia". Celentano, indicando Morandi "Lui è la parte del nord", altra voce dal pubblico "e io d'Europa ha detto".
Il duo attacca a cantare "Ti penso e cambio il mondo". L'esecuzione del pezzo è piacevole, ma soprattutto sentita, in linea con quello che è, o vorrebbe essere, il momento. Alla fine Morandi e Celentano si abbracciano tra gli applausi del pubblico e Celentano lascia il palco.
Morandi è commosso e afferma che la presenza di Celentano al Festival di Sanremo 2012 è stato un momento che lui non dimenticherà perchè in questi 10 minuti trascorsi insieme a lui ha rivissuto parte della sua vita, come quando lo imitava. Prosegue affermando "Adriano ama tutti, ama i media, ama i giornali". Poi lancia la pubblicità. (continua per il video)



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