BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SARAH SCAZZI/ Pomeriggio 5: in tribunale un'amica di Sabrina Misseri. Costa Concordia, la truffa dell’aborto

Pubblicazione:

La tomba di Sarah Scazzi  La tomba di Sarah Scazzi

Il processo per il delitto di Sarah Scazzi e la truffa del Costa Concordia. Pomeriggio 5 ha come di consueto dedicato la prima parte della puntata alla cronaca, con un'ampia pagina per il processo per il delitto di Sarah Scazzi, che vede compe principale imputata Sabrina Misseri e il caso della truffa della Costa Concordia: una coppia la cui moglie ha dichiarato di aver abortito sulla nave durante il naufragio, al fine di ottenere un lauto risarcimento. Oggi al Tribunale di Taranto si è svolta una nuova udienza del processo sull'omicidio di Sarah Scazzi: a essere interrogata da magistrati e avvocati è un'amica amica della vittima, Mariangela Spagnoletti. La ragazza avrebbe fornito elementi consistenti a testimonianza dell'odio celato da Sabrina verso Sara, forse a cusa della gelosia relativa a Ivano Russo, il ragazzo per cui la misseri aveva una sorta di ossesione amorosa, ma a cui era molto affezionata anche Sarah. Poi si torna a parlare della truffa legata al naufragio della Costa Concordia:  un avvocato ha tentato di far passare una donna (Cristina Mazzetti), come parte lesa dal naufragio per via di un aborto. La "combine" è stata messa in piedi in varie trasmissioni, compresa Pomeriggio 5. Striscia la notizia ha però smascherato l'inganno, contattando proprio gli attori protagonisti: Margherita Ballarotta e Gabriele Berzotta. I due hanno infatti dichiarato di essere stati pagati apposta per recitare. Paolo Liguori (direttore editoriale di New Media Mediaset) e l'avvocato Paolo Vinci sono in studio per parlare del fatto.  Viene mostrata un'intervista fatta proprio all’avvocato Canzona (l’ “autore” della truffa) da un'inviata di Pomeriggio 5: egli continua a sostenere che gli attori siano dei "prestanome" che nascondo persone vere. Ma la Costa Crociere ha fatto accertamenti: nessuna donna di nome Cristina Mazzetti sarebbe stata presente assieme al marito a bordo della nave nave. E di certificati di aborto con il suo nome non risulterebbero. Paolo Vinci parla di situazione deontologicamente inaccettabile. Verrà fatto un esposto all'ordine degli avvocati. E proprio l'ordine di Tivoli, nella voce del presidente Simone Ariano, dichiara in un servizio di essersi già riunito per decidere il provvedimento da prendere.

Barbara D'Urso continua la diretta di Pomeriggio 5 con altri fatti di cronaca, in particolare dello lo scandalo legato alla clinica Umberto I di Roma. Pare che una donna di 56 anni affetta da Alzehimer, sia stata abbandonata in coma su una barella per 4 giorni consecutivi.  A discutere dello scandalo vi sono i senatori Ignazio Marino del PD e Domenico Gramazio del Pdl, artefici del "blitz" che ha scoperto tale grave negligenza.

In collegamento telefonico Fabrizio Gatti (L'Espresso) e Giuliano Bertazzoni (dirigente dell'accettazione del policlinico Umberto I)  A parlare per primo è il senatore Marino:"non si è trattato di un blitz vero e proprio. All'inizio eravamo li per documentare tutt'altro. Poi abbiamo scoperto in che stato assurdo versasse il posto".  Un servizio di Alice Pedrini mostra un altro scandalo, legato al San Camillo di Roma. Qui i pazienti, anche gravi, sono costretti a stazionare in barelle o su materassi posti per terra.  Gramazio parla del caso della signora: "ancora non si sa se fosse in coma o sedata. Ma quello che mi ha lasciato senza parole sono state le giustificazioni: mi hanno raccontato che i figli l'avevano autorizzata a legarla. E' un buco nero incredibile, inaccettabile per un eccellenza del genere".  Bertazzoni risponde alle accuse: "sono state raccontate tante inesattezze. La signora era li in attesa di verifiche, ma non è stata abbandonata. Il problema è che non abbiamo letti... siamo in un collo di bottiglia che non riesce a sopperire alla mancanza di strutture nelle province. Non si deve pensare che se non avessimo le possibilità non porremmo rimedio". Il Senatore Marino ci tiene a precisare: "non è un'accusa nei suoi confronti, si deve solo cercare di fare qualcosa".



  PAG. SUCC. >