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LE IENE SHOW/ “Avvenire” lancia un appello a Celentano. Anticipazioni intervista. Stasera, 23 febbraio 2012

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Celentano a Sanremo 2012 (Infophoto)  Celentano a Sanremo 2012 (Infophoto)

LE IENE SHOW - Avvenire lancia un appello ad Adriano Celentano dopo Sanremo 2012 - Le Iene show, in onda giovedì 23 febbraio 2012 su Italia 1, torna ad occuparsi della polemiche scoppiate tra la stampa cattolica, in particolare Avvenire e Famiglia Cristiana, a seguito del caustico monologo che Adriano Celentano ha tenuto nella prima serata del Festival di Sanremo 2012.  Gli inviati del programma di attualità e inchiesta hanno raggiunto il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che in una lunga intervista ha lanciato un appello al Molleggiato: “La prossima volta che noi ci occuperemo di quelli che non hanno voce, unisca la sua voce alla nostra. Non ho niente da perdonargli, ho soltanto da dirgli : Riconosci che possiamo fare delle cose insieme, perché dobbiamo farle contro?”. Grazie a una nota stampa diffusa da Mediaset, ecco uno stralcio dell’intervista che il direttore di Avvenirte ha rilasciato a Le Iene show.

Iena: Cosa ha pensato quando Celentano ha detto a Sanremo che Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente?

M.T.: Che stavo prendendo un abbaglio, che non poteva essere vero.

Iena: Dov’era?

M.T.: Ero davanti alla televisione… francamente, posso dire? Mi aspettavo una qualche critica. Però un conto è criticare, un conto è dire mettiamoci una pietra sopra.

Iena: Ma lei cosa aveva detto a Celentano?

M.T.: Che lui era stato geniale e guascone come sempre. Era riuscito a spuntate ben 300mila euro a serata dal servizio pubblico radiotelevisivo per la sua apparizione a Sanremo. Ho detto che forse la Rai poteva darsi altre priorità.

Iena: Secondo lei Celentano se l’è presa per questo?

M.T.: Forse se l’è presa per questo e perché ho detto che probabilmente della sua beneficenza si sarebbero giovati più gli sponsor dei beneficiari. Io sono uno di quelli che ha imparato che quando uno fa il bene lo fa nel nascondimento, come si dice, senza farlo sapere

Iena: Ci può essere un’altra ragione?

M.T.: Può darsi che quando uno arriva davvero nella fase terminale della propria vita si faccia delle domande molto incalzanti su quello che lo aspetta dopo. E forse cerca delle risposte. Io per questo ho trovato il suo discorso interessante. Curioso che abbia rimproverato a noi di non contribuire a cercarle queste risposte.

 Iena: Perché vi ha detto che siete ipocriti?

M.T.: Ha detto che siamo ipocriti e inutili. Io francamente non mi sento inutile e penso che non siamo ipocriti perché diciamo delle cose controcorrente in un paese dove sembra ci sia il pensiero unico.

Iena: I telespettatori di Celentano, questi 16 milioni di persone che hanno ascoltato il suo discorso, secondo lei, hanno capito perché ce l’aveva tanto con voi?

M.T.: Secondo me non del tutto

Iena: Cosa hanno capito?

M.T.: Hanno capito che Celentano ce l’aveva con Avvenire e Famiglia Cristiana. Mi dispiace che l’unica spiegazione che io so darmi della non quadratura del cerchio, sia una spiegazione piccola piccola…

Iena: Cioè?

M.T.: Cioè aver detto che 300mila euro sono troppi per un’apparizione. 300mila euro sono, ad essere generosi, 15 anni di un lavoro di un metalmeccanico… deve lavorare 15 anni per guadagnare quello che Celentano ha preso in una sera, anche se poi lo da in beneficenza.

Iena: Senta, Celentano vi contesta che nel vostro giornale non parlate di Dio. Ne parlate di Dio voi?

 M.T.: Io dico che Dio parla attraverso le persone delle quali raccontiamo la storia.

Iena: Questo è l’Avvenire di oggi (viene data a Tarquinio una copia del giornale n.d.r.). Dov’è che parlate di Dio?

M.T.: (ride) Intanto c’è una rubrica intestata… guarda caso il titolo è “Solo Dio basta”.

L’intervista integrale sarà in onda nella quarta puntata del programma condotto da Ilary Blasi, con Alessandro Gassman e Enrico Brignano. E a proposito di Gassman, quella in onda il 23 febbraio sarà l’ultima in cui l’attore farà parte del trio di conduttori. Continua alla pagina seguente.



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