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ALEXANDER PAYNE/ Ecco chi è il vincitore dell'Oscar 2012 per la miglior sceneggiatura non originale con "Paradiso amaro"

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Vincitori Oscar 2012: la scheda di Alexander Payne, Miglior sceneggiatura non originale con Paradiso Amaro - Nella notte degli Oscar 2012, Alexander Payne si aggiudica la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale con la pellicola “Paradiso Amaro”. Payne è un regista e sceneggiatore americano di origini greche, nato in Nebraska il 10 Febbraio 1961. Il nonno occidentalizzò in Payne il cognome della famiglia, che originariamente era Papadopulos, quando si trasferì negli Stati Uniti d'America. Dopo aver portato a termine gli studi superiori, Payne ottiene due lauree, una in Lingua spagnola e l'altra in Storia, per poi seguire dei corsi professionali in Arti visive e dello spettacolo, grazie ai quali ottiene il riconoscimento di regista dalla UCLA Film School. Comincia la sua carriera come autore e scrittore per la televisione, cominciando poi a rivestire ruoli nel campo cinematografico, come assistente regista; risale al 1996 il suo debutto cinematografico con un lungometraggio, “Citizen Ruth”. Nel 2011 ha ricevuto la nomination all’Oscar come Miglior regista e per la miglior sceneggiatura con il film “Paradiso Amaro”, interpretato da George Clooney. Ma la sua pellicola, pura avendo vinto il premio per la miglior sceneggiatura non originale, non ha potuto niente contro il film The Artist, diretto da Michel Hazanavicius, che ha letteralmente trionfato. Tratto da un romanzo della scrittrice Kaui Hart Hemmings, “Paradiso amaro” racconta la vita di Matt King, erede di una ricca famiglia hawaiana, marito e padre da sempre indifferente e distante dai suoi cari, interessato soltanto al suo lavoro. Matt dovrà però cambiare i suoi piani dopo che la moglie cade in un coma profondo a seguito di un incidente, cosa che lo costringerà a doversi riavvicinare alle figlie. Il film nasconde poi delle sorprese, come la relazione extraconiugale della moglie, che solo poche ore prima dell’incidente chiedeva il divorzio dando la colpa a Matt. Dopo “A proposito di Schmidt” (2002) e “Sideways” (2004), Alexander Payne realizza nuovamente una bellissima opera, grazie anche a una magistrale interpretazione di George Clooney e della giovane Shailene Woodley.



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