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PARADISO AMARO/ George Clooney in lotta tra amore e dolore per "riconquistare" la vita

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Una scena di Paradiso amaro (Infophoto)  Una scena di Paradiso amaro (Infophoto)

L’amore e il dolore di un uomo che ha perso la sua compagna si sovrappongono alla rabbia di un marito tradito che allo stesso tempo, come padre, deve proteggere l’immagine della moglie agli occhi delle figlie. L’adolescente Alexandra (la promettente Shailene Woodley), da un lato lo detesta per aver lasciato che il loro idillio familiare naufragasse, dall’altro si rende conto di essere il suo unico appiglio.

Il viaggio doloroso ma anche liberatorio dei tre verso una parvenza di serenità, vede come personaggi di contorno alcune figure straordinarie, come il suocero burbero di Matt (Robert Forster), l’amico faccia da schiaffi di Alex, Syd (Nick Krause), e l’ingenua (ma non troppo) moglie dell’amante di Elizabeth, interpretata da una bravissima Judy Greer. Su tutti però dominano da un lato i paesaggi hawaiani, una vera estasi per gli occhi, e dall’altro George Clooney, eccellente nei panni dell’uomo di mezza età smarrito e senza certezze che prova a rimettere insieme i pezzi della sua vita.

Dopo aver interpretato sciupafemmine, serial killer, truffatori, aver salvato il mondo e rischiato la vita in imprese rocambolesche, George doveva vestire i panni di un uomo comune, e anche parecchio acciaccato dalla vita, per dare il meglio di sé. Anche per cercare di conquistare il primo Oscar come protagonista che, purtroppo, non è però arrivato, nonostante stavolta fosse davvero meritato, grazia a un’interpretazione credibile e sincera, dolorosa e allo stesso tempo teneramente goffa. Paradiso amaro è sicuramente uno di quei film che si rivedono con piacere più e più volte.

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COMMENTI
29/02/2012 - paradiso amaro (massimo borgato)

La recensione di Emanuele Lisi mi sembra molto generosa. Il tema su cui si sviluppano tutte le vicende di "Paradiso amaro" è quello dell'eutanasia nella sua forma più subdola che è quella del testamento biologico. A tal riguardo, il protagonista, Matt King (George Clooney),non prende nessuna "decisione difficilissima" ma assume il ruolo di esecutore testamentario senza alcun turbamento. Per questa ragione, preoccupato per l'ultimo saluto prima di "staccare la spina", Matt incontra la figlia e gli amici della moglie. Questi incontri, attraverso stravaganze, esagerazioni briose e argute, sviluppano la trama del film. Senza la "morte certa" la figlia Alexandra avrebbe svelato al padre il tradimento della madre? Indiscussa la bravura del regista Payne che riesce a far ruotare, attorno a questo fatto, tutte le vicende e i personaggi del film in un intreccio di situazioni sentimentali, armoniose e paradossali, arrivando, addiritura, a portare la moglie dell’amante di Elizabeth a "sfogarsi" con lei sul letto di morte. Il padre che ritrova la figlia, che perdona la moglie per averlo tradito, che salva la natura dalla speculazione edilizia e che sparge le ceneri di Elizabeth nel bel mare hawaiano forse meritava l'Oscar. O no?