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UNOMATTINA/ Ammirati (Rai): la poesia a gamba tesa in televisione per rimandare ad altro

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Tutta l'informazione che passa attraverso i linguaggi è cultura. Dicendo una ovvietà, si può dire che la differenza passa da culture basse e culture alte. Ma la televisione non è accademia, dal mio punto di vista non deve avere un aspetto formativo o educativo, ma deve avere il suo ruolo specifico. A occuparsi di educazione è giusto che restino a farlo le scuole.

E come deve essere allora la televisione, secondo lei?

La televisione deve essere corretta nei suoi linguaggi, deve essere autorevole e deve essere verificabile. Si potrebbe dire che debba intrattenere così come può intrattenere un buon libro, ma non è una espressione corretta.  Il libro  infatti deve fare qualcosa di più dell'intrattenimento. La televisione invece deve intrattenere e deve fare il meglio dell'intrattenimento. Deve insomma fare ciò per  la quale è chiamata a fare il proprio mestiere.

In questo senso il vostro progetto non vuole essere una sorta di imposizione, del tipo: adesso vi facciamo vedere noi cosa è la cultura.

Diciamo di sì, anche se quello che ho detto a proposito dell'intrattenimento non esime la televisione dall'utilizzare le culture alte, ma deve essere capace di farlo contaminando cioè alto e basso e permettendo a persone che non hanno voglia o strumenti di poter accedere a linguaggi alti.. Sentire Davide Rondoni che recita Baudelaire o Ungaretti è già cultura alta.  Mettiamo questi poeti a disposizione di tutti senza però metterli in condizione di superiorità. Non veniamo a dire che noi siamo il vate, ma ti metto nella condizione di poter accedere a un linguaggio importante che in quello specifico momento diventa anche divulgativo.

Lei è attiva anche come scrittrice di romanzi. Oggi i giovani hanno a disposizione tantissime opportunità oltre alla televisione, pensiamo a Internet. Davanti a tutte queste proposte, che ruolo rimane alla famiglia per dialogare con i figli?

La famiglia ha un ruolo essenziale sempre, dal momento dello svago alla formazione la famiglia è prioritaria su tutto: Sappiamo che la scuola è importantissima come momento di condivisione e di crescita ma la scuola arriva sempre dopo la famiglia. Ricordiamoci che i nostri figli fino ai 3 o i 5 anni vivono solo l'ambiente familiare e quello che i genitori riescono a fare su un bambino viene prima di ogni altra cosa. La famiglia cioè deve essere comunque capace di interpretare il mondo anche per i ragazzi che sia con la scuola o la tv.



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