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SFOOTING/ Con il decreto "lecca-lecca-Italia" diventeremo un’immensa Baviera

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Settembre: decreto “lecca-lecca-Italia”. Entro il 30 settembre saranno proibite, su tutto il territorio nazionale, la produzione e la vendita di francobolli, buste per le lettere, marche da bollo e figurine da collezione autoadesive, con un risparmio annuale netto, da parte dello Stato, di 780 milioni di euro in colla vinilica. Questa manovra porterà alla liberalizzazione delle vendite di materiale pre-inumidito: perciò francobolli, buste per le lettere, marche da bollo e figurine da collezione torneranno a essere “leccate con la lingua”, come non molti anni addietro. Questa funzione assumerà un ruolo sociale: non avrà vincoli temporali (si potrà leccare in pubblico dalle 6 del mattino alle 22), né di distanza minima (si potrà leccare anche ammassati sul tram). In caso di alterco, viene incentivato l’uso dello sputo finale: l’importante è che l’autore del gesto poi provveda a raccogliere il prezioso materiale salivare in appositi contenitori, fabbricati in Russia e denominati “Sputnik”. Il commendator Giovanni Acquolina di Cinisello Balsamo da tutti conosciuto come “el Giuan Bauscia” - ha già inventato una macchina, battezzata immediatamente “Cala-la-bava”: è un dispenser automatico, a forma di bocca spalancata, che consente a chi è momentaneamente sprovvisto di saliva di attingere alla giusta dose di fluido composto da acqua, elettroliti, muco ed enzimi vari. Poste Italiane metterà invece presto a disposizione dei Bavomat: postazioni mobili dotate di apposito addetto scialorroico. L’obiettivo del Governo è far capire agli italiani che, in tempi di economia globalizzata, è decisivo “saper usare le lingue”, creando forza lavoro dalle situazioni più imprevedibili. L’azienda produttrice dei Chupa-Chups si è offerta di fare da sponsor all’intera operazione. Biascicando un po’ le parole, Passera ha spiegato alla Die Tageszeitung: “Con tutta la bava che verrà immessa sul mercato l’Italia diventerà come un’immensa Baviera”.

Ottobre: decreto “Merkel-Italia”. È il fiore all’occhiello delle nuove liberalizzazioni, un decreto voluto fortemente anche dal premier Monti per poter allineare il più velocemente possibile il nostro Paese ai parametri tedeschi. In buona sostanza, i supermarket diventeranno superMerkel, le marche da bollo Merkel da bollo, la Regione Marche si è detta disponibile a cambiare il proprio nome in Regione Merkel. Per accelerare le consegne, gli autocarri si chiameranno camion a riMerkel. Verranno introdotti alcuni modi di dire: “Sei un Merkel”, “Che gran pezzo di Merkel”, “Figure di Merkel”, “Meglio una Merkel oggi che un Sarkozy domani” e “Mer kel abbaia non morde”. A partire dal 1° ottobre 2012 verrà cambiato il terzo giorno della settimana: si chiamerà Merkeldì e si lavorerà a ritmi teutonici, su tre turni di otto ore: vietato scioperare, riposare, fare pipì, prendere il caffè, raccontare barzellette, leggere la Gazza, giocare con il pc, abbandonare la propria postazione di lavoro, andare in pensione prima degli 88 anni. In una parola sola: vietato fare flanella, brutto maiale! (in tedesco: “Verboten flanell abart, schlecht porsche!”). Il ministro Passera, in una dichiarazione rilasciata alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha sottolineato soprattutto le parole “Abarth” e “Porsche”.



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