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CHI L’HA VISTO?/ Violenza all’Aquila: la giovane non era consenziente. Caso Yara Gambirasio: sospetti su un giovane... puntata 29 febbraio 2012

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Chi l'ha visto. Violenza all’Aquila: la giovane non era consenziente. puntata 29 febbraio 2012 - Ieri sera nella puntata di Chi l’ha visto? su Rai Tre sono stati affrontati alcuni dei casi di cronaca nera che negli ultimi mesi occupano l’attenzione dei media: il caso della ragazza violentata alla discoteca Guernica Pizzoli (AQ), e le scomparse di Roberta Ragusa a San Giuliano Terme (PI), di Silvana Pica a Pescara oltre alla vicenda non risolta di Denise Pipitone. Inoltre, si parla anche di un possibile testimone oculare del mostro di Udine.
Un breve aggiornamento verrà dato anche sul caso di Yara Gambirasio e sull'arresto del killer di Vittorio Scifo.
La trasmissione comincia con i RIS giunti a San Giuliano per un sopralluogo, intenzionati a far luce sulla sparizione di Roberta Ragusa. Un filmato ripercorre la vicenda. Tra le altre cose, vengono mostrate le amiche della palestra, a cui lei confidava un matrimonio fatto di continui litigi mai sedati. Sembra anche che il marito avesse un'amante. E proprio lui non sa dire se la donna dormì con lui o meno quell'ultima notte. L'uomo racconta infatti di aver messo la figlia a letto e di essere andato a dormire a sua volta. All'appello mancano anche un pigiama e delle scarpe da ginnastica, che non si sa che fine abbiano fatto.
Il secondo caso è un appello lanciato per la scomparsa di Silvana Pica, interprete 57 enne di Pescara, avvenuta il 17 Gennaio. Afflitta da turbe mentali, la donna ha saltato alcune sedute di psicoterapia. In un video, la pischiatra Michela Polzella e il suocero fanno l'appello. Nonostante fosse separata, infatti, la donna trovava conforto in quest'ultimo. Il suo legale parla proprio di divorzio come di un fattore scatenante. Per la psichiatra Polzella, c'è stata anche un'angoscia legata al parto dell'unico figlio avuto dal consorte.
In studio vi è poi l'avvocato Enrico Maria Gallinaro, legale della ragazza (rimasta anonima) stuprata fuori dalla discoteca a l'Aquila. Il padre, intervistato di spalle, racconta: "lei non ricorda nulla, ha come un vuoto di qualche ora. L'ultima cosa che le viene in mente è di aver preso un cocktail con un vocalist suo amico". Francesco Tuccia, militare 21 enne, ha ammesso di aver avuto un rapporto con lei: ma parla di atto consenziente. E del sangue, racconta che lei aveva avuto le mestruazioni: ammette di aver usato una mano, probabile causa di un emorragia, ma precisa di averlo fatto senza intenzione di ferirla. Quando lei si è accasciata a terra, il militare dice di essersi impaurito e di essere scappato all'interno. Ma Gallinaro in un video ha raccontato che il referto medico è ben più drammatico: "qualsiasi rapporto, anche della natura più violenta, non è tale da aver potuto causare delle lesioni cosi gravi". Poi, in studio, il legale aggiunge altri elementi: "parlare di consenso è una follia: data la violenza dell'atto deve essersi per forza ribellata". Poi, egli si pronuncia sui due militari che, quella sera, erano con Francesco: "a noi interessa accertare la verità, ma ci sono senza dubbio zone d'ombra sulla faccenda. Ci si chiede che ruolo abbiano avuto loro nella vicenda".
Alla fine di tale intervento, una carrellata di persone scomparse in questi giorni viene mostrata con le foto relative  e rimandando al sito per approfondimenti.
A seguire, in studio sono giunti, per un appello,la mamma di Denise Pipitone, Piera Maggio, e il legale di famiglia Giacomo Frazzitta. La bambina è scomparsa nel 2004. Durante il processo avvenuto a Marsala nei giorni precedenti, l'accusa è ricaduta su Jessica Maggio (sorella di Piera) e su Anna Corona (madre della stessa). Le due odiavano la figlia per motivi legati al divorzio della signora Corona. 



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