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LUCIO DALLA/ A Pomeriggio Cinque il ricordo di Vincenzo Salemme. I Twitter di Jovanotti, Ornella Vanoni e Davide Carone, la lettera di Celentano

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Lucio Dalla (Foto: Infophoto)  Lucio Dalla (Foto: Infophoto)

In studio, Paolo Ferrero (segretario di Rifondazione Comunista), Roberto Natale (presidente della federazione nazionale stampa italiana) e Maurizio Belpietro, direttore di Libero. In collegamento dalla Val di Susa, il giornalista Tito Giliberto, aggredito, tra le altre cose, dai no Tav nei giorni passati, mentre stava girando un servizio. Con lui, il sindaco del paese Mauro Russo.
Un servizio mostra l'opposizione che i manifestanti hanno fatto alle troupes televisive: la gente non vuole immagini della sommossa, pena minacce e botte per chi testimonia. Il ministro dell'interno Cancellieri ha provato a portare la questione sul dialogo: "la Tav è uno degli impegni improrogabili con l'Europa che non si può rimandare".
Giliberto racconta la sua esperienza: "mi hanno minacciato a lungo, ma sono riuscito a infiltrarmi tra loro nella frangia non violenta". Il sindaco poi parla della questione: "io sono per la protesta pacifica, e per i giornalisti. Se non ci fossero stati loro, fino al 2005 non se ne sarebbe parlato".
Belpietro poi dà la sua opinione: "la cosa è sfuggita di mano, è innegabile. Il movimento si è lasciato prendere la mano da un gruppetto di facinorosi".
Ferrero poi commenta: "per me è colpa della risposta data alla manifestazione. Sono venuti con le ruspe a chiedere esproprio di terreni, era logico avvenissero gli scontri. Inoltre, la popolazione non viene ascoltata da anni: che si fermino i lavori e ci si rimetta attorno a un tavolo".
Poi, Natale conclude con queste parole: "proprio per quello che sta succedendo, è stato un errore bloccare l'intervento della stampa: l'informazione deve sempre essere messa in condizione di lavorare".



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