BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

QUASI AMICI/ Un film su quell’incontro speciale che "rimedia" al dolore

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Una scena del film Quasi amici  Una scena del film Quasi amici

Philippe, obbligato a fare i conti con le barriere di una società che non mette in conto l’incapacità umana di non sapersi alzare da una sedia e camminare. Desideroso di poter amare di nuovo, ma schiavo della paura che il proprio corpo possa generare repulsione in una donna. Schiacciato in un corpo inerme, obbligato a dipendere completamente dalle cure di un’altra persona. Che non è presente per amore. Ma per soldi.
Anche per Driss inizia così. Solo per soldi. Ma l’alchimia del loro incontro trasforma il suo lavoro in una missione. In questo sono speciali Driss e Philippe. L’uno nell’essere stato genuinamente se stesso al di là delle barriere imposte dai ruoli. L’altro nell’aver accettato la dirompente forza del suo nuovo assistente e nell’aver smussato gli angoli di una borghesia ricca e benpensante.

È più una storia d’amore che una semplice amicizia. Sono due anime affini. Anzi, gemelle. Opposte e magnetiche. Si incontrano nel dramma e nella risata. Nella musica di stili e generi diversi. Nell’opera classica che incanta e nella musica contemporanea che restituisce il ritmo del ballo. Sono uno la mente e l’altro il braccio. Si completano, si istruiscono a vicenda. E il loro legame è speciale per questo. Perché nessuno dei due ha paura di perdere qualche cosa, ma lasciandosi andare si aprono alla conquista di tutto ciò che di bello si erano negati fino a quel momento. Si chiama apertura alla vita, questa. Voglia di lasciarsi stupire. Di affrontare il dolore guardando il bicchiere mezzo pieno. Perché quello mezzo vuoto ormai non ha più niente da dire. Di ridere, perché se sei tetraplegico e non puoi più muovere niente eccetto la bocca, tanto vale sfruttarla per farsi una risata. O forse è semplicemente l’essenza della libertà. Quella veramente disinibita rispetto alle catene mentali e sociali che ci inchiodano in ruoli da burattino. Perché la libertà nasce dalla mente, con cui puoi viaggiare e amare al di là di ogni confine. Oltre che dal cuore. E finché batte quello non c’è un reale e valido motivo per sentirsi schiavi. 

 

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.