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BALLANDO CON LE STELLE 8/ La semifinale. Sergio Assisi: ancora soffro per l'infortunio, ma vado avanti per lo show e per il pubblico

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Sergio Assisi  Sergio Assisi

In realtà al programma non manca niente, ma se posso dare un consiglio spassionato, visto che faccio questo mestiere da 24 anni, penso che il problema riguardi gli orari.

Cosa intendi dire?

Credo che Ballando con le stelle debba essere più snella, più corta, anche se mi dicono che per una questione di palinsesti la trasmissione deve avere questa lunghezza. Non ho mai avuto modo di vedere una puntata intera di “Italia’s got talent”, ma osservando solo pochi minuti della trasmissione facendo zapping devo ammettere di aver assistito a scene assurde e anche estremamente volgari.

Fin da piccolo hai vissuto in un ambiente famigliare sempre caratterizzato dall’arte, in ogni sua espressione. Vuoi parlarcene?

Credo che sia proprio un fatto genetico. Tutta la mia famiglia ha sempre avuto questa vena artistica: mio fratello è fotografo e uno straordinario pittore surrealista, mio padre era artigiano, rilegatore di libri, ma scolpiva in maniera notevole e da giovane ha anche recitato. Infine mia madre scriveva canzoni napoletane, partecipando poi anche al Festival della Canzone napoletana. Poi ci sono io con l’ultima arte, la recitazione, con la quale abbiamo praticamente chiuso un cerchio. Manca la danza, è vero, ma direi che possiamo accontentarci, no?

 

(Claudio Perlini)



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