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QUARTO GRADO/ Ridateci Fabrizio, vivo o morto: parla il padre di Pioli

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Salvo Sottile e Sabrina Scampini  Salvo Sottile e Sabrina Scampini

In diretta da San Marco Torinese c'è Giorgio Sturlese Tosi che ci racconta di una ragazza trovata morta della quale non si conosce l'identità. La dottoressa Dalila Ranalletta, medico legale, spiega che i pochi elementi che si possono avere vanno sempre confrontati con un'ipotesi di identità e che, se questa manca, è difficile arrivare a dei risultati.

Si passa dunque al caso di Roberta Ragusa, forse scomparsa o forse vittima di un amore malato. All'inizio si era pensato ad un allontanamento volontario, ma ora è indagato il marito per via di un telefono cellulare sparito. Le amiche della donna sostengono del resto che mai Roberta si sarebbe allontanata volontariamente e comunque anche lei era in crisi ultimamente e stava cercando di rimettere in piedi il suo matrimonio. Elisabetta Pozza Tasca, Presidente dell'Associazione Penelope sottolinea che in quanto madre Roberta non avrebbe mai lasciati soli i suoi bambini. Barbara Palombelli concorda. A Massimo Picozzi viene chiesto di spiegare se negli omicidi di questo tipo si può parlare di follia. Picozzi dice che non si tratta di malattia mentale.

A Quarto Grado si è parlato anche di Mario Albanese, artefice di una vera e propria che ha fatto una strage a Brescia perché si sentiva escluso, ha detto, dal nucleo familiare. A Brescia c'è l'inviata che commenta le immagini dei funerali celebrati oggi. In studio si discute dunque sulla condizione di tanti padri che vivono delle situazioni abbastanza difficili. Massimo Picozzi ritiene che alla base della strage di Brescia ci siano soprattutto la disponibilità di un'arma da fuoco e l'uso di cocaina. Forse quest'uomo poteva davvero essere fermato e sicuramente sarebbe opportuno  che le donne denunciassero sempre i casi di violenza.

 



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