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BALLARO’/ Spettatore si sente male durante la puntata. Interviene subito il ministro Clini (video 13 marzo 2012)

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Giovanni Floris  Giovanni Floris

Ballarò, puntata del 13 marzo 2012 (video) – Ieri a Ballarò momento di panico in diretta: uno spettatore tra il pubblico ha avuto un malore ed è subito intevenuto il Ministro Clini. Proims di lasciarvi il video dell'accaduto, ecco un resoconto di quanto è stato discusso nrella diretta. Ospite della puntata andata in onda ieri di Ballarò, condotto da Giovanni Floris, è stata innanzitutto Ursula von der Leyen, ministro del lavoro tedesco, che ha difeso l'esecutivo della Merkel, troppo spesso accusato d'avere come unica preoccupazione l'austerità. Il governo Monti è invece rappresentato dal ministro Corrado Clini, il Pdl da Paolo Romani e la Lega Nord da Flavio Tosi, che è ancora coinvolto nella polemica della lista civica a suo nome. Sono inoltre presenti il presidente dell'associazione "Comunità Nuova" don Gino Rigoldi, il presidente dell'Istituto Bruno Trentino, Guglielmo Epifani, Camilla Fabbri del Cna, il responsabile della banca d'investimento Citigroup per l'Italia, Leonardo Arduini, Nando Pagnoncelli, presidente della Ipsos e ovviamente Maurizio Crozza. Floris dà inizio al programma parlando, come sempre, delle dichiarazioni rilasciate in giornata dal garante della privacy e dal presidente della Corte dei Conti. Passa poi a presentare i suoi ospiti, lasciando spazio alla copertina di Maurizio Crozza. Parte poi un servizio riguardo il tema dell’Imu, che mostra ad esempio come un comune in provincia di Pavia, Bagnaria, non riesca a mantenersi dato l'enorme carico fiscale che gli enti locali destinano allo stato centrale. Leonardo Arduini è interrogato da Floris sulla situazione economica e sull'incontro tra la Merkel e Monti. Tosi invece parla dei conti dei comuni, citando proprio la situazione di Verona, dicendo che l'aumento delle tasse sugli immobili ha ormai superato i 200 euro a persona. Romani sottolinea che la crisi che l'Italia sta affrontando è importata, ed elenca poi alcune tasse che, a suo dire, danneggeranno il paese. Tosi parla invece del rapporto incrinato tra Lega Nord e Pdl, spiegando che il Carroccio ha fatto la sua parte, scaricando interamente la colpa sulle troppe defezioni del partito berlusconiano. Bruno de Il Sole 24 Ore dice invece che la cedolare secca in realtà è stato un vero e proprio fallimento, dal momento che alla fine si è riusciti a incassare soltanto un quarto di quanto ci si aspettasse. Rigoldi invece parla delle tante case ancora in costruzione a Milano, che probabilmente non avranno un compratore. Spiega poi che "Comunità Nuova" tenta proprio di far abitare queste case, possibilmente da giovani coppie con affitti agevolati.

Poi accade un imprevisto: uno spettatore si sente male, e alla domanda "c'è un medico?" fatta da Floris, Clini risponde subito "eccomi", ed è proprio questi a prendersene cura, facendolo poi riprendere.

Parte poi un servizio sulla manifestazione a Milano di "LibertàeGiustizia", e sui palazzi costruiti da Zunino. Romani però contesta ciò è stato mostrato, dicendo che Milano ha anche degli elementi di spicco nell'edilizia. Romani viene poi criticato da Epifani, secondo cui la questione spread non è di certo una novità, citando Ciampi ai tempi del primo governo Prodi, e aggiunge che non può esserci democrazia senza partiti. E’ poi il turno di Pagnoncelli, che analizza lo stato dei rapporti tra governo Monti e i partiti, e Rosi invita proprio il premier alla riduzione della spesa pubblica, attraverso qualsiasi mezzo. Romani invece consiglia Clini d'impegnarsi sulla questione "British Oil" che lascia la Puglia. Arriva poi il via dell'intervista registrata al ministro tedesco Leyen, che potrebbe essere la sostituta, un giorno, della stessa Merkel. Intanto in studio Epifani critica proprio il ministro del lavoro, riferendosi però a quello italiano, e Clini sottolinea come in Germania la struttura industriale sia radicalmente cambiata. Così, spiega, dovrebbe avvenire anche in Italia. In dirittura d'arrivo arrivano, come sempre, i sondaggi, e la domanda stavolta è "Chi voterebbero gli italiani?". Il 27,5% dice Pd, il 22,5% Pdl, il 9.8% Lega Nord, mentre il 45% non voterebbe affatto.



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