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THE WOMAN IN BLACK/ Un film gotico sui fantasmi che "intrappolano"

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Una scena del film The woman in black (Infophoto)  Una scena del film The woman in black (Infophoto)

Tratto dal romanzo di Susan Hill pubblicato nel 1982, The woman in black è un film gotico che, sfruttando il fascino sinistro dei luoghi isolati, della brughiera e delle case maledette, racconta una vicenda di fantasmi dove l’inquietudine nasce dall’effetto sorpresa, come nella più classica delle ghost story.

L’ex Harry Potter Daniel Radcliffe interpreta la parte di un avvocato londinese, Arthur Kipps, rimasto solo con la governante e con un bambino di tre anni dopo la morte dell’amatissima moglie. Il suo studio legale lo costringe ad allontanarsi dalla città per raggiungere Crythin Gifford, un villaggio sperduto nella brughiera, dove dovrà occuparsi delle questioni legali relative a Eal Marsh House: una casa isolata e decadente situata su un’isola, raggiungibile soltanto con la bassa marea.

In seguito alla morte della proprietaria, un’aura di mistero e di paura circonda la dimora, a cui la gente non osa avvicinarsi. Nel villaggio, infatti, Arthur trova un clima ostile e diffidente. Nessuno vuole affittargli una camera e gli abitanti sembrano ansiosi di rispedirlo a Londra il prima possibile, come se la sua stessa presenza potesse turbare gli equilibri del posto.

Che cosa è successo in quel paese? Perché la gente sembra così triste e spaventata? Arthur non intende partire senza averlo scoperto. Risoluto a rispettare il suo impegno con lo studio, o piuttosto spinto da un istinto oscuro, il giovane avvocato decide di andare fino in fondo e di scoprire cosa si cela oltre i cancelli del sinistro edificio.

Con l’aiuto di un amico che dichiara di non credere alle superstizioni, Arthur supera la palude e varca la soglia di Eal Marsh House, trovandosi in una vera e propria “casa dell’orrore”. Rumori ingiustificati, sedie a dondolo che si muovono da sole, bambole dagli occhi spalancati, ombre alle finestre e strane presenze nel giardino incolto si moltiplicano, mentre il giovane vedovo esplora le stanze e i lunghi corridoi, convincendosi infine che il luogo è infestato dai fantasmi. L’ultima inquilina si è uccisa tra le sue mura dopo avere perso il figlio e la sua ombra non dimentica, ma torna per vendicarsi.

Nel villaggio, intanto, si verificano dei tragici incidenti che coinvolgono i bambini e tutti sembrano convinti che il responsabile sia Arthur. Lui, però, non cede. C’è qualcosa che lo attira in quella casa, la segreta speranza che i fantasmi esistano contro ogni logica e che la moglie defunta sia ancora presente, da qualche parte, accanto a lui. E l’incapacità di staccarsi - letteralmente - dagli spettri del passato lo porterà al tragico epilogo.



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