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MELANIA REA/ Solo due auto avvistate sul luogo prima del delitto: in una c’erano la vittima e il suo carnefice (video)

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Salvatore Parolisi, foto InfoPhoto  Salvatore Parolisi, foto InfoPhoto

Melania Rea. Solo due auto avvistate sul luogo prima del delitto - video - Gli aggiornamenti sulla tragica vicenda di Melania Rea con le testimonianze delle sentinelle che erano sul luogo dove è avvenuto il delitto e l’omicidio di Fabrizio Pioli, innamorato di una donna sposata, sono alcuni dei casi affrontati nell’ultima puntata di Quarto Grado, il programma di cronaca nera condotto da Salvo Sottile insieme a Sabrina Scampini.
Primo caso riguarda Fabrizio Pioli, 38 anni, che conosce Simona Napoli su Facebook e si innamora della stessa, dopo lunghe ore notturne passate a chattare. L'uomo era inconsapevole del fatto che la donna, però, fosse sposata e avesse anche una figlia di quattro anni.
Una sera, uscito da un bar, si perdono totalmente le tracce del ragazzo, dopo che lo stesso avrebbe fatto visita alla sorella e si sarebbe fermato in compagnia di un amico.
Simona Napoli racconta agli inquirenti le ultime ore del ragazzo, visto in compagnia e minacciato da suo padre e dal fratello, con una pistola puntata alla tempia. La ragazza, ha poi perso le tracce dei due, ma da una registrazione si viene a sapere che forse Fabrizio è stato ucciso a sangue freddo e seppellito in un territorio desolato; sul caso, però, non vi sono ancora certezze e i due sospettati non hanno confessato. Le speranze, seppur molto poche, non sono ancora morte. Il fratello della ragazza si trova ora in carcere, mentre la donna è sotto protezione-protezione e per tutelare la sua immagine preferisce non comparire in televisione.
Salvo Sottile si occupa quindi del caso di Melania Rea. L'unica cosa certa, per gli inquirenti, è che la donna e il suo carnefice siano giunti in auto nel luogo dell'omicidio, come è emerso da indagini portate avanti con scrupolosa attenzione. Viene riportato da un servizio una registrazione in cui sei sentinelle dichiarano che avrebbero visto passare durante il giorno dell'omicidio due automobili, escluse quelle delle forze dell'ordine. I soldati, interrogati, non avrebbero rivelato però ulteriori particolari, sostenendo di non aver visto e di non essersi accorti di nulla, pur essendo stati di vedetta per più di sedici ore di fila nel poligono di tiro. Con ogni probabilità, sarebbero stati distratti da chiamate e messaggi telefonici
Ulteriore seguito è dato al tanto dibattuto e proposto caso di Sarah Scazzi. Si prendono in considerazioni le rivelazioni di Emma, zia di Sarah, raccontando passo passo le ultime ore di vita della nipote. La stessa sostiene che Misseri avrebbe violentato venticinque anni prima una parente molto vicina: il caso non sarebbe stato segnalato alle forze dell'ordine e ora è preso attentamente sotto esame. Le dichiarazioni di Emma, però, non convincono gli inquirenti fino in fondo, per la titubanza con cui la donna avrebbe esposto i fatti.



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