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SFOOTING/ Una scossa all’Italia: nel 2013 potrebbe arrivare il Governo degli elettrotecnici

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Mario Monti (Foto: Infophoto)  Mario Monti (Foto: Infophoto)

Visto che l’eccezionale governo tecnico funziona come un normalissimo governo politico – il debito pubblico non smette di crescere, la disoccupazione sale, le tasse raggiungono livelli record: insomma, è un po’ come ritrovarsi d’incanto nella migliore tradizione della Prima Repubblica –, tra i poteri forti già fervono i preparativi, in vista delle elezioni politiche del 2013, perché questa esperienza possa continuare oltre la sua scadenza naturale. Ma gli stessi poteri forti stanno lavorando perché altre ipotesi di governi diversamente tecnici possano sostituire l’attuale. In fondo, un governo tecnico è pur sempre un governo… diversamente politico! Sono già tante le ipotesi sul tavolo (ovviamente, tecnico).

Governo tecnico Bi-Monti. E’ lo scenario a cui lavorano, appunto, i poteri forti. Il piano prevede che l’attuale governo Monti arrivi quasi intatto all’appuntamento con le urne. Si parla tutt’al più di un piccolo rimpasto per rafforzare lo spirito “montanaro” dell’Esecutivo. L’arbitro Collina, per esempio, prenderà la delega allo Sport (e sceglierà come suo vice l’ex arbitro Rodomonti); il commissario Montalbano diventerà il nuovo capo della Polizia; la cantante Marcella Bella, sulle note della sua celebre “Montagne verdi”, verrà trionfalmente cooptata per meriti alpini nel dicastero dell’Ambiente. La compagine governativa così rinnovata, composta da vere e proprie cime nei rispettivi ambiti di competenza, dovrà a quel punto affrontare sfide difficilissime, ma non si lascerà irretire, perché avrà una nuova parola d’ordine molto “montiana”: fare Monviso a cattiva sorte. E dopo il Bi-Monti? I poteri forti sono un po’ scettici sull’idea di continuare: c’è un certo-non-so-che nell’ipotetico governo Tre-Monti che non li convince del tutto.

Governo degli elettrotecnici. Qualora il Governo tecnico Bi-Monti non dovesse prendere quota, i poteri storti, che altro non sono se non i poteri forti rimasti un po’ fisicamente “offesi” dalla folgorazione che hanno avuto, nel 2013 potrebbero puntare sul Governo degli elettrotecnici, che avrà un solo compito: dare la scossa al Paese, facendo piena luce sui gravi problemi che lo attanagliano. A guidarlo dovrebbe essere chiamato un esponente del laborioso Nord-Est: il famoso Aladino Meneghin, elettricista nativo di Cortina d’Ampère e grande esperto di lampade e lampadine. I suoi slogan elettorali? “Sfregatemi pure, non vi fregherò” oppure “Esprimete tre desideri e io ve li soddisferò in meno di un mandato”. E ancora: ”Ho tante buone idee nel mio canestro politico!”.  

Governo degli agrotecnici. Qualora non dovesse scoccare la scintilla giusta per il Governo degli elettrotecnici, i poderi forti, che altro non sono se non i poteri forti già pronti a scendere in campo, nel 2013 potrebbero coltivare il sogno di insediare il primo Governo degli agrotecnici nella storia dell’Italia contadina. Il programma sarà molto semplice quanto ambizioso: potare gli sprechi, non perdere terreno sul fronte della competitività e prendere a badilate i commissari europei di Bruxelles se solo si azzardassero a infliggerci una nuova multa per le quote latte. L’obiettivo di questo Esecutivo sarà uno solo: la credibilità. Che vuol dire soprattutto: seminare fatti e non parole. Sui nomi dei possibili ministri è stata fatta terra bruciata, ma si sa che verranno rastrellati qua e là. Il “cantadino” (nel senso di cantante e contadino) Luca Sardella si è comunque detto pronto a tracciare il solco delle riforme, mettendosi alla guida del movimento “trattore Italia”.



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