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REPORT/ L’intervista al ministro Fornero e la “Previdenza Asociale” (video). 25 marzo 2012

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Report, puntata del 25 marzo 2012 – La puntata andata in onda ieri sera di Report, condotto come di consueto da Milena Gabanelli, si è intitolata “Previdenza Asociale” è ha trattato il tema della situazione pensionistica italiana dopo la riforma Fornero, entrata in vigore dal primo gennaio 2012. Un’attenta e dettagliata analisi dei dati fornisce una più chiara visione dell’intero panorama contributivo italiano, dalla situazione degli esodati, a quella delle persone in mobilità che hanno perso i contributi, alla gestione degli stessi da parte dell’Inps e ai privilegi che toccano determinate caste. Il programma prende inizio con un’intervista al ministro Fornero, che fa notare come la spesa pensionistica prima della riforma avesse un andamento sempre crescente penalizzando l’economia italiana. Un cambio immagine mostra successivamente una serie di persone che stanno manifestando: si tratta degli esodati, lavoratori che hanno firmato un contratto prima della riforma a determinate condizioni e che oggi non vengono rispettate.
Il servizio descrive la nuova situazione pensionistica che 350mila persone dovranno affrontare a partire dal 2012. Bernardo Iovene intervista un gruppo di lavoratori esodati, persone a cui era stato dato un incentivo per coprire i contributi mancanti a causa della mobilità, ma che, a seguito della riforma che ha allungato i tempi per accedere alla pensione, adesso si trovano a non percepire né stipendio, né pensione.
La voce fuori campo del giornalista spiega che il Parlamento, accortosi dell’inadeguatezza della legge, ha presentato il 27 gennaio un emendamento per salvare da questa situazione almeno il 30-40% tra esodati e mobilitati. L’emendamento avrebbe permesso di rispettare, per i prossimi 36 mesi, gli accordi già presi con le aziende, ma non è stato approvato perché quel giorno stesso il ministro Fornero ha chiesto di non modificarlo, bloccando tutto. In studio, la Gabanelli mette in evidenza come, nella storia della politica italiana, i governi hanno varato una serie di proposte che hanno avuto notevoli ripercussioni sull’economia del Paese, come durante gli anni ’70 la legge che ha permesso le baby pensioni. Negli ultimi vent’anni si è cercato di porre rimedio, intervenendo sul fronte pensionistico. La prima riforma corposa risale al 1995, quando Lamberto Dini propose di passare al sistema contributivo. Una riforma per la quale i sindacati negoziarono, senza toccare i privilegi di determinate persone. Come gli ex ministri: Dini percepisce infatti 40 mila euro al mese, 31 mila euro o come gli attuali Presidenti del Consiglio, della Camera e alcuni Parlamentari privilegiati. Il loro sistema pensionistico si adatterà alla riforma solo dal prossimo anno e, al contrario di quanto accade ai comuni cittadini, per loro la legge non è retroattiva. Inoltre, dal prossimo anno percepiranno 1000 euro al mese, ma per farlo dovranno versare 4mila euro di cui 1000 di tasca propria e 3000 dei contribuenti italiani. Esistono poi delle pensioni d’oro, come quella di Sentinelli, ex manager di Telecom, che percepisce 90 mila euro al mese, e delle pensioni bassissime, come quella che percepirà un giovane che ha deciso di aprire una partita Iva e percepisce 11mila euro all’anno: dovrà infatti versare all’Inps una percentuale del 27,72% del suo stipendio, pari a oltre 4mila euro l’anno per ottenere una pensione mensile di valore inferiore a quella sociale.
Se la legge penalizza alcune persone, ne privilegia invece altre. L’anno scorso, ricorda la Gabanelli, Report ha documentato la situazione del magnifico rettore dell’Università di Medicina, Luigi Frati, che contemporaneamente risultava essere primario del reparto di oncologia del Policlinico Umberto I. In ospedale , però, nessuno lo ha mai visto. Inoltre, Frati è anche direttore scientifico di una clinica privata, Neuromed, in provincia di Isernia. La procura della repubblica di Roma è stata informata di questa situazione, ma il caso è stato archiviato. Profumo spiega ai microfoni del programma che in questi casi il rettore dovrebbe essere esonerato dall’ateneo ma anche che la legge non prevede norme a riguardo: la richiesta di esonero può essere avanzata infatti solo dal rettore stesso.



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COMMENTI
26/03/2012 - Pensioni (Giovanna Veglio)

Con la tristezza nel cuore ho la certezza che la Fornero avrà più di un suicidio sulla coscienza.Le persone nella mia stessa condizione: sessantenne,licenziata, senza tfr, come potrà sopravvivere per altri quattro anni? Ci pensi ministro! Eliminate gli sprechi vergognosi che hanno fatto e che voi continuate a fare. Spesso mi ritrovo a pensare che non vorrei essere cittadina italiana.