BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SAFE HOUSE/ Buoni e cattivi "mischiati" per un po’ di adrenalina

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Una scena del film Safe house  Una scena del film Safe house

Dopo dieci anni di latitanza, l’ex agente della CIA Tobin Frost (Denzel Washington), fa ritorno a Città del Capo ed è in possesso di informazioni scottanti. Catturato dai suoi ex colleghi, viene portato in una delle cosiddette “safe house”, un luogo sicuro e isolato adatto agli interrogatori più delicati, di cui è custode la recluta Matt Weston (Ryan Reynolds). Il violento attacco da parte di alcuni mercenari costringe però i due alla fuga, e a superare l’inizio burrascoso del loro rapporto per mettersi in salvo e portare alla luce una verità scomoda.

Il giudizio su Safe house può variare moltissimo a seconda del punto di vista da cui lo si esamina e da cosa ci si aspetta. Gli amanti dei film d’azione duri e un po’ “sporchi” andranno in visibilio: il montaggio è adrenalinico, le scene d’azione davvero toste e la violenza non è assolutamente lesinata, anzi in alcuni casi quasi esasperata. L’ambientazione sudafricana e la fotografia satura completano il tutto. Il giovane regista svedese Daniel Espinosa, acclamato in patria per il thriller Snabba Cash, gioca abilmente con tutti questi elementi, e nonostante la poca esperienza dirige con mestiere, mostrandosi piuttosto a suo agio con questo genere cinematografico. E poi c’è Denzel che quando si parla di azione è una garanzia.

Il discorso cambia se si giudica il film come spy story: chi si aspetta tensione e complessità degne di The Departed o La talpa rimarrà infatti terribilmente deluso. Safe house è il classico gioco che mette in contrapposizione buoni e cattivi, ma in cui il confine tra gli uni e gli altri si fa, nel corso della visione, sempre più labile e sfumato. Il problema è che ciò avviene in maniera alquanto svogliata e prevedibile, tanto che prima che il film arrivi a metà è già intuibile quali sono i veri ruoli.

In parte c’entra il fatto che lo schema utilizzato è stato negli anni abbastanza abusato dal cinema americano, ma si nota anche un lavoro di sceneggiatura probabilmente poco interessato alla costruzione dell’intreccio e a dare ai personaggi lo spessore e l’ambiguità necessari, quasi che la trama fosse prettamente funzionale alle scazzottate e alle scene d’azione, alcune bisogna dire girate magistralmente. Interessante l’accoppiata Washington-Reynolds, variante del rapporto mentore-allievo giocata sul classico schema degli opposti che prima si respingono e poi gradualmente si attraggono.



  PAG. SUCC. >