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PRESADIRETTA/ La Fiat americana e i progetti di Marchionne (video). 4 marzo 2012

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Riccardo Iacona  Riccardo Iacona

Riassunto Presadiretta, puntata “Fabbrica Italia” del 4 marzo 2012 (video) – E’ andata in onda ieri sera una nuova puntata di Presadiretta, condotto da Riccardo Iacona, intitolata “Fabbrica Italia”: si è parlato quindi di Fiat ma anche di altre aziende italiane e di licenziamenti, con moltissimi operai che si trovano in cassintegrazione, con tutte le difficoltà che ciò comporta. La Fiat non intende reintegrare al lavoro gli operai licenziati allo stabilimento di Melfi. Ma è vero che gli iscritti Fiom vengono allontanati? Alla Fiat dicono di no. Ma d'altronde il vecchio Lingotto non esiste più come tale, perché ora c'è la Fiat Chrysler, che rappresenta qualcosa di molto diverso. I sindacati sembrano rimetterci, perché è avvenuto un peggioramento delle loro condizioni contrattuali.
Ma per capire meglio la Fiat bisogna andare a Detroit. Per Presadiretta è andata Giovanna Botteri, la corrispondente della RAI. Finito il turno in fabbrica, gli operai della Ford e della Chrysler si ritrovano al bowling. Questi operai sono in fabbrica per 40/50 ore a settimana, con una piccola pausa di 12 minuti ogni ora e tre quarti. Il tutto per circa 15,75 dollari l'ora.
Ma il problema è che i nuovi assunti della Chrysler-Fiat sono pagati molto meno rispetto agli operai che erano entrati prima con la Chrysler e questo crea delle notevoli disparità nella stessa azienda. Una volta, inoltre, in fabbrica prendevano tutti perché servivano braccia, mentre ora chiedono la maturità superiore e il test anti-droga. Qualche operaio parla anche della Fiat e la definisce come la miglior cosa che sia loro capitata nell'arco di anni. Molti si dicono così felici del cambiamento che sta arrivando. Altri invece sono meno ottimisti: sentono che una fase è finita per sempre e iniziano a temere per i loro figli.
La FIAT comunque non è certo l'unico caso di azienda italiana che ha già mandato diversi operai in cassintegrazione. Gli operai protestano e c'è anche chi per lo stress si sente male e finisce in ospedale. Stabilimenti anche molto grandi restano completamente vuoti. E c'è ad esempio il caso della Videocon, una multinazionale indiana che aveva acquisito la Thomson e aveva fatto credere ad alcuni dipendenti di una fabbrica nella zona del Frosinate che avrebbero potuto continuare a lavorare. In realtà le cose sono andate molto diversamente. Ma perché? L'inviata di Presa Diretta è andata direttamente a Bombay a cercare di capire la situazione e ha scoperto che per una multinazionale così importante, la più grande azienda che esista al momento in India, l'Italia rappresenta ormai un mercato morto in cui non vorrebbero mai investire. L'India punta ad una crescita del 10% l'anno e sta diventando pian piano uno dei più grandi investitori a livello internazionale. Questo a differenza dell'Europa che, negli ultimi anni, ha contratto troppi debiti.
In Italia il problema principale riguarda la mancanza di erogazione fondi da parte delle banche. La stretta creditizia sta così mandando a fondo migliaia di piccole e medie imprese italiane. Nel fiume dell'economia insomma non scorre più nemmeno una goccia di denaro. Un operaio racconta ad esempio di aver chiesto 6000 euro di prestito per l'acquisto di una nuova macchina e di essersi sentito chiedere il 12 % di interessi dalla banca. Altro dato negativo è che le imprese che pagano in ritardo i loro fornitori sono in Italia addirittura il 54 % del totale di quelle presenti sul territorio, quindi ci sono senza alcun dubbio maggiori problemi rispetto ad altri Paesi europei, come la Germania e la situazione peggiore è nei settori del commercio, dei trasporti e dell'edilizia.



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