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PIOTTA/ Il cantante contro il Grande Fratello 12: usa le mie canzoni per offendere me e Roma

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Tommaso Zanello, in arte Piotta (InfoPhoto)  Tommaso Zanello, in arte Piotta (InfoPhoto)

Piotta contro il Grande Fratello 12. Tommaso Zanello, in arte il Piotta, autore dei celebri brani di una quindicina d’anni fa “Supercafone” e “La mossa del giaguaro”, ha dichiarato guerra al reality di Canale 5, Grande Fratello 12, che ogni tanto utilizza come sottofondo le canzoni dell’artista capitolino per accompagnare gli sketch dei protagonisti di questa edizione del Grande Fratello. Il cantante romano ha infatti dichiarato attraverso il suo ufficio stampa di non volere più che il reality «passi i miei pezzi e sfrutti la mia immagine degli esordi in contesti denigratori per Roma ed i romani». Il Piotta si dice infatti stufo «di essere continuamente citato dal GF come modello di romano coatto, immagine quanto mai lontana dalla mia attuale carriera. Voglio essere chiaro con il mio pubblico, prendendo nuovamente distanza da un programma che più volte ho criticato pubblicamente e per il quale in passato ho anche declinato l'invito. Nell'ultima di una lunga serie di gag sui romani ci sono solamente luoghi comuni, poco rispetto per il lavoro altrui e persino battute di dubbio gusto sulla Tav, in concomitanza di avvenimenti dolorosi come quelli che stanno accadendo in Val di Susa». Zanello si riferisce in particolare a quello che è accaduto durante la puntata del 4 marzo, la ventesima del reality, quando uno degli inquilini della casa, Patrick Pugliese, è stato trasformato in quello che doveva essere un “coatto” romano per far colpo su Ilenia Pastorelli, con il brano del Piotta come sottofondo, che a quanto pare non ha gradito la scelta musicale degli autori del reality Mediaset-Endemol. Per quanto riguarda invece i No Tav, il cantante si riferisce ad una battuta pronunciata sempre da Patrick Pugliese che, dal confessionale e rivolgendosi alla concorrente Alessia, paragonò le gambe della ragazza a due Frecciarossa. Come è spiegato ormai un po’ ovunque, l’attuale sistema normativo sul diritto d'autore non obbliga un programma televisivo a chiedere il permesso all'autore o all'editore per utilizzare un brano come sottofondo.



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