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SERVIZIO PUBBLICO/ Monti porterà l'Italia fuori dal baratro? Salvini difende Davide Boni. Video

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Michele Santoro  Michele Santoro

SERVIZIO PUBBLICO – Video puntata 8 marzo 2012 – A Servizio Pubblico, il talk condotto da Michele Santoro, nella puntata dell'8 marzo 2012 ampio dibattito sulla situazione politica italiana. In studio si è parlato di “ordine nuovo” toccando tanti fatti di attualità dal caso Lusi (guarda il video alla pagina seguente) ai recenti fatti che hanno visto coinvolto Davide Boni e altri rappresentanti della Lega, dai manifestanti anti TAV in Val di Susa ai forconi siciliani. Ospiti in studio Maurizio Belpietro, direttore di Libero, Luca Casarini leader del movimento no global, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo del Corriere della Sera, in collegamento l'europarlamentare della Lega nord Matteo Salvini. Come di consueto il programma (leggi qui il commento di Yoda) si apre con l'anteprima di Santoro che ribadisce due principi per lui fondamentali: nessuna opinione è criminalizzabile, la televisione non deve illustrare solo i punti di vista dei potenti, ma tutti i giudizi, anche i più estremi. A proposito di giudizi estremi il conduttore reagisce al giudizio di Antonio Polito, il giornalista del Corriere della sera che lo ha definito “cattivo maestro”, affermando di non essere colpito dagli insulti specie se provenienti da chi crede di avere sempre ragione. Il servizio di copertina si interroga sull'opportunità e sull'etica dei doppi incarichi che consentono di prendere un doppio stipendio pur essendo fuori ruolo. Ricorda Linda Sandulli, presidente del Tar del Lazio, che una donna in maternità non prende lo stipendio per intero, mentre chi è fuori ruolo prende due stipendi senza decurtazione alcuna. Gian Antonio Stella sottolinea l'iniziativa positiva del governo di pubblicare gli stipendi dei politici online, ma ribadisce una necessità ulteriore, quella di pubblicare anche i bilanci dei partiti e delle Pubbliche amministrazioni, in modo che siano chiare a tutti, senza il bisogno di interpellare un commercialista. Rincara la dose Sergio Rizzo ricordando come nella maggior parte dei casi chi ha potere legislativo ha in qualche misura interessi che confliggono con quelli dello stato e di come spesso lo stato non sappia quanto guadagnino i politici a causa dei diversi enti dai quali percepiscono i loro emolumenti.

Santoro introduce un'intervista a De Benedetti, presidente del Gruppo editoriale de L'espresso. Nell'intervista De Benedetti, pur ammettendo che Monti abbia portato l'Italia fuori dal baratro e dal pericolo di contagio, sottolinea come la politica di austerità sia necessaria sui costumi, ma non giovi all'economia. I soldi vanno presi là dove ci sono, prosegue l'editore, non ha senso chiederli a chi non li ha e lo Stato deve poi restituirli al cittadino sotto forma di servizi e di Welfare. Da ragione agli indignati relativamente ai motivi che li spingono a protestare, ma si dice sicuro che la loro protesta non porterà a nulla. L'editore si dice in disaccordo con l'abolizione dell'art.18 poiché lo trova un falso problema, un inganno. L'art. 18, afferma, tutela il singolo lavoratore dall'ingiusto licenziamento, ma non impedisce all'imprenditore di licenziare. Sono da accorciare i tempi della giustizia, che può impiegare anche 10 anni per reintegrare un lavoratore ingiustamente licenziato.

Belpietro interviene criticamente nei confronti di De Benedetti ricordando che quello che parla stasera è lo stesso uomo che ha speculato sul crack Olivetti e che ha venduto alla posta i telex quando ormai erano inutilizzabili. Invita inoltre a distinguere i no Tav, che definisce poche centinaia di persone, dagli indignati. Interviene Casarini che ricorda che l'indignazione è un sentimento e che per indignarsi basta leggere il titolo di Libero Feccia Rossa dedicato ai manifestanti della Val di Susa. Tra Belpietro e Casarini nasce una discussione nella quale Belpietro accusa Casarini di non leggere i giornali e Casarini ribatte "il suo no di certo". Il sondaggio lanciato da Giulia Innocenzi su Facebook riguarda l'opportunità che il ministro della cooperazione Riccardi si dimetta, come richiesto da un folto gruppo di parlamentari del PDL dopo le sue dichiarazioni carpite dai giornalisti durante una conversazione con il ministro Severino.

Santoro introduce un'intervista al cassiere della Margherita Luigi Lusi, ripreso dall'inviato con una telecamera nascosta, nella quale il cassiere, accusato di aver fatto sparire dalle casse del partito 13,5 milioni di euro spara a zero sui membri del suo partito. Egli sottolinea infatti di aver gestito 214 milioni di euro eseguendo delle direttive. Alla domanda se avesse finanziato Rutelli, Lusi risponde all'inviato "L'hai detto tu" e ricorda che tutti sapevano, o meglio chi doveva sapere sapeva, questa partita farà saltare il centrosinistra. Tra gli accusati da Lusi di aver preso finanziamenti dalla Margherita c'è anche Renzi come ricorda Belpietro. Il sindaco di Firenze, in diretta telefonica nega di aver mai ricevuto danaro per la campagna per la sua candidatura alle primarie, nè tantomeno per quella a sindaco o per l'organizzazione di eventi come quello alla Leopolda. Santoro si domanda perché nessuno denunci Lusi per calunnia, costringendolo così a tirar fuori gli eventuali documenti che provano le sue accuse.

Si passa ai recentissimi fatti di cronaca che vedono coinvolti alcuni rappresentanti della Lega, fra cui Davide Boni, presidente del consiglio della regione Lombardia, nell'accusa di corruzione. A tal proposito interviene Matteo Salvini, che si schiera al fianco di Boni, come tutto il partito, ma che si dice fiducioso nell'operato dei magistrati. Da Priolo Sandro Ruotolo presenta l'ennesima protesta dei forconi siciliani, passata sotto silenzio stampa. Durante uno dei collegamenti, Mariano un rappresentante dei forconi discute aspramente con Belpietro accusandolo di essere al servizio del potere, mentre il giornalista ribatte che ai siciliani è sempre stato bene una gestione clientelare della loro terra.

Il programma prosegue con l'intervento di due poliziotti del servizio antisommossa che sono intervenuti nelle manifestazioni no TAV con i quali entra in conflitto Casarini che ritiene che in uno stato sempre più autoritario la polizia venga usata come deterrente alle manifestazioni di protesta. Guarda il video alla pagina seguente.



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