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MAI PER AMORE/ "La fuga di Teresa", Meluzzi: non mettiamo sotto processo la famiglia

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Stefania Rocca, foto Infophoto  Stefania Rocca, foto Infophoto

Il male di solito fa sempre più ascolti del bene, è una delle grandi leggi economiche della comunicazione di massa, per cui si sa che l'albero che cade fa più rumore della foresta che cresce così come si conoscono bene le tre "s"  della stampa popolare, e cioè sesso sangue e soldi. Quindi il rischio è che mossi da una sana motivazione pedagogica si voglia in realtà anche grattare la pancia agli umori peggiori della società.

 

 

Lei è ospite fisso di un famoso talk show televisivo, Quarto Grado, in cui si analizzano casi di violenza sulle donne. Secondo lei l'argomento è trattato nel giusto modo?

 

Attenzione, c'è una differenza tra il talk show come Quarto Grado e il film. Noi non ci occupiamo di storie costruite in laboratorio, ma vengono analizzati fatti di cronaca già noti al grande pubblico, ma soprattutto vengono analizzati gli eventi giudiziari che ne seguono. La funzione di una trasmissione come quella è dunque abbastanza particolare: si analizzano fatti che sono già oggetto di discussione collettiva, e questo chiama in causa la funzione della società e quella della giustizia.

 

Cioè?

 

Si aiuta in un certo senso a tenere sotto controllo la giustizia stessa, si aiuta a una funzione democratica e critica da parte della gente che dovrebbe essere il fruitore primo della giustizia stessa, cioè il popolo. La giustizia viene così costretta a mitigare certe sue deformazioni come i teoremi facili, i teoremi accusatori, le ipotesi non bene verificate. 

 

Concludendo: la violenza domestica tema del film di stasera, che tipo di problema è, da dove trae origine?

 

Purtroppo rappresenta oggi una percentuale molto elevata delle forme di violenza e questo è qualcosa su cui bisogna vigilare. Il problema indubbiamente c'è. Da qui però a dire come ho sentito in qualche talk show che la famiglia ne uccide più della mafia, utilizzare questa realtà drammatica per una ideologia anti familistica che oggi purtroppo è assai diffusa, è da denunciare.  Le famiglie non sono certamente quelle del mulino bianco, ma dire che la famiglia è un luogo di inferno e l'unica alternativa è vivere da single,  e ne passa. Speriamo che l'incontro del Papa a Milano con le famiglie sia occasione di rilanciare l'unico luogo adatto per l'educazione del giovane e per l'accoglienza della vita. Ci sono dei rischi nella famiglia, ma nessuno di noi rinuncerebbe al suo corpo perché questo corpo si può ammalare. 



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