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SFOOTING/ La passione di Augias per i misteri della musica tra Lucio Bachtisti e “T’amo pio oboe”

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Corrado Augias (Infophoto)  Corrado Augias (Infophoto)

ComicAstri: Sua Augerità (è una caratteristica degli Augias essere interpellati con superlativi onorifici), la disturbiamo?”

Corradicchio Augias: Assolutamente sì.

ComicAstri: E ci concede la possibilità di farlo?

Corradicchio Augias: Per qualche minuto ve lo concederò. E per meglio sentirvi a vostro Augias, datemi pure del “loro”.

ComicAstri: Grazie della concessione, che sappiamo riservata solo agli intimi. Volevamo sapere: da dove nasce la loro passione per la musica classica?

Corradicchio Augias: La “loro” di chi?

ComicAstri: La loro degli Augias!

Corradicchio Augias: Ah, la mia, volevate dire...

ComicAstri: No, quella di loro cugino Corrado…

Corradicchio Augias: Beh, la passione degli Augias per la musica colta comincia sui banchi di scuola, dalle prime nozioni cioè sull’antica Roma, che li attanaglia sin dai primi anni dell’università.

ComicAstri: Ma non parlavano (gli Augias, s’intende) di una passione nata sui banchi di scuola, quindi alle elementari?

Corradicchio Augias: Per loro (gli Augias, s’intende) le elementari erano troppo elementari, le medie erano troppo sotto la media per una famiglia di siffatta guisa; così già dai tempi dell’asilo hanno cominciato a frequentare l’Accademia dei Lincei, chiamata in questo modo proprio per gli straordinari occhi di lince degli Augias nello scovare questa struttura di assoluta eccellenza nel panorama didattico italiano.

ComicAstri: E la musica?

Corradicchio Augias: Merito del loro bis-nonno, Corraudio Augias, grande latinista e gran strumentista, oltreché inventore delle cuffie per auditorium. Corraudio Augias nei suoi accurati studi si imbatté in un’antica scuola romana del II secolo a.C. per pueri, cioè per infanti. Questi giovani studenti venivano introdotti allo studio musicale attraverso una selezione canora, condotta magistralmente da un tal Zurlìus Magus, denominata “Sestertium Aureum”, di cui si sono trovati numerosi frammenti. A loro cugino Corrado piaceva canticchiare due famosissimi ditirambi: “Quadraginta quattuor feles in ordine ut sex cum reliquo duorum” e “Fac me augere dentes ante”. Corraudio Augias, poi, era bravissimo a imitare la voce di un pupazzo di pezza, vera star di quei tempi antichi, denominata Rattus Gigius.

ComicAstri: Dunque, i primi contatti di Corrado con la musica cominciano da qui. Ma la musica colta?

Corradicchio Augias: Merito del loro nonno, Corradetzky Augias, che lo ha cresciuto a zampogna e lenticchie, facendolo marciare spesso, e che ha sollecitato il loro gusto musicale proponendo al giovane nipote quasi ogni giorno l’ascolto del Concerto di Capodanno di Vienna. Ma anche il prozio Corrauricchio Augias, fratello del nonno, alternava una vivace passione per il cacio e le pere a dosi massicce dei grandi autori italiani, Rossini su tutti. Forse è per questo che Corrado si è sempre contraddistinto per una certa qual raffinatezza, oltreché abbondanza, nel campo caseario e in quello delle forme femminili.



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