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PORTA A PORTA/ Prima serata: dopo lo “scandalo” di Bossi e Lega Nord chi gestisce i soldi dei partiti? Il video

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Roberto Maroni con Rosy Mauro e Umberto Bossi  Roberto Maroni con Rosy Mauro e Umberto Bossi

PORTA A PORTA PRIMA SERATA - video – A Porta a Porta prima serata affrontata, dopo lo “scandalo” che ha travolto La Lega Nord e in particolare Umberto e Renzo Bossi, è stata affrontata la questione dei finanziamenti ai partiti, con, ospiti nello studio di Bruno Vespa, Pierferdinando Casini, Roberto Maroni e Antonio Di Pietro. E' questa la domanda da cui si parte. I tre esponenti politici, si sono alternati in studio, avendo ciascuno 45 minuti a propria disposizione. Il primo sondaggio in diretta rivolto al pubblico a casa è se i sacrifici chiesti agli italiani sono stati davvero utili. Dal sito del programma arrivano anche delle domande per Casini e ci si chiede se i provvedimenti presi finora siano veramente quelli giusti. Casini risponde che quei provvedimenti erano necessari perché l'Italia stava andando in bancarotta e la situazione del nostro Paese si stava avvicinando a quella della Grecia. Così Mario Monti si è ritrovato a dover fare, in pochi mesi, riforme che si sarebbero dovute fare già molto prima. Oggi, dice Casini, i cittadini Italiani hanno il diritto di avere la certezza che questi sacrifici non siano inutili. Ma dove prenderemo i soldi per la crescita, chiede Vespa? Secondo Casini sarebbe stato meglio a suo tempo non abolire l'ICI, perché ora ci si ritrova a pagare un'IMU troppo pesante. Tutti noi, inoltre, dovremmo iniziare a pensare che chi evade le tasse non può continuare ad essere considerato un furbo. La pressione fiscale ormai non può più essere alzata, quindi occorre fare un taglio alle spese. Occorre dunque rivisitare le singole voci di bilancio ed è un lavoro che richiede almeno tre o quattro mesi. Casini è inoltre convinto che la “cura” che serve all'Italia non possa risolversi nei pochi mesi del Governo Monti ma debba andare avanti. Si tratta infatti di un'emergenza che è destinata a durare per i prossimi anni. Riguardo alla riforma del lavoro, Casini si dice sostanzialmente soddisfatto perché si trattava di una riforma necessaria da anni. Da internet però arrivano commenti anche relativi ai problemi dei lavoratori a tempo determinato.

Da casa viene la risposta alla domanda posta sull'utilità dei sacrifici e il 60 % delle persone dice di no. Il sostegno al Governo resta però abbastanza alto, pari al 50 %. Casini dice che in fondo stiamo tutti delegittimando quello che si fa, mentre dovremmo invece valorizzarlo. Riguardo alle appropriazioni indebite dei soldi dei partiti, Casini dice che chi lo fa deve assolutamente essere messo in galera, ma non accetta che tutti i politici siano assimilati a dei ladri, perché, dice lui, si tratta di una categoria come tante altre, nella quale ovviamente può accadere che vi siano dei ladri.

Il secondo ospite di questa serata è Roberto Maroni. Bruno Vespa lo accoglie con in mano una scopa, attrezzo di cui Maroni sta facendo largo uso in questi giorni. Maroni sottolinea comunque l'importanza delle dimissioni che nel suo partito sono avvenute, mentre in altri partiti no. Così, dice, nella Lega si sta facendo pulizia con una fermezza che solo loro sarebbero in grado di portare avanti. Ma dopo questa pulizia la Lega potrà tornare ad essere credibile? I sondaggi dicono di si, ma Maroni è al momento più preoccupato di capire cosa la Lega deve fare, piuttosto che pensare a cosa potrà succedere in futuro. Il bilancio complessivo dell'azione del partito, continua Maroni, è estremamente positivo e sono in tanti ad aver contribuito al suo successo. La Lega, dice, è il partito più anziano che c'è, che esiste dal 1991 senza avere mai avuto bisogno di cambiare nome, come altri hanno fatto. Questo dunque, dovrà pure significare qualcosa. Siccome alla Lega ci sono persone serie, continua Maroni, quando ci sono dei problemi interni non vengono nascosti, ma si risolvono alla luce del sole, senza badare a nulla e senza stare a guadare neanche i nomi delle persone coinvolte quando si tratta di fare pulizia. Del resto, in tutta questa situazione, la Lega è parte offesa e si costituirà parte civile contro chi l'ha danneggiata. Maroni non pensa che dietro le denunce ci sia un complotto, anzi, dice che sono proprio loro a dover fare mea culpa. Comunque la Lega sta introducendo nuove regole: i soldi vanno dati a sezioni e militanti; si deve andare avanti nel partito solo per meritocrazia; è necessaria unità interna al movimento e non più la contrapposizione più personale che politica che c'è stata finora.

Salutato Roberto Maroni, entra in studio l'ultimo ospite di questa sera, Antonio Di Pietro. Di Pietro spiega che tutti i partiti che hanno preso i rimborsi per il 2008 sono in attivo di bilancio. Egli propone dunque che la rata di luglio 2012 non venga data ai partiti, ma ceduta al ministro Fornero per provvedere alle esigenze sociali. La risposta che Di Pietro ha però ricevuto dagli altri è che sarebbe plausibile al massimo un rinvio di qualche mese, piuttosto che una rinuncia a quelle cifre. Di Pietro dice che fin da quando ha creato il suo partito si è preoccupato di dargli un'organizzazione molto ristretta e piramidale, per andare poi ad allargare lo statuto nel corso del tempo. A casa si chiede se il partito di Di Pietro sia effettivamente diverso dagli altri. Ebbene, un terzo degli italiani crede di si. Di Pietro continua a rispondere alle domande di Vespa e dice che a suo parere Monti non ha fatto altro che svolgere la funzione di “ragioniere”, prendendo i soldi dove era possibile farlo. Intanto diverse banche fanno prestiti a chi ha bisogno solo in cambio di forti garanzie e poi, aggiunge, che senso ha far pagare l'IMU agli agricoltori e agli anziani all'ospizio, ma non alle banche? Continua alla pagina seguente.  



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