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ROBERTA RAGUSA/ A Pomeriggio 5 le novità sulla scomparsa della donna. Parlano le amiche

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Barbara D'Urso  Barbara D'Urso

Prima parte Pomeriggio 5 - Nella prima parte di questa puntata di Pomeriggio 5 si parlerà di tutte le novità riguardanti il caso di Roberta Ragusa, Yara Gambirasio, la posizione del comandante Schettino e l’allarme tsunami lanciato dopo il terremoto avvenuto a largo di Sumatra. In apertura la notizia principale è proprio quella del disastro, in cui un terremoto di 8,6 gradi della scala Richter ha rischiato di provocare uno tsunami. I paesi sotto osservazione sono 28, ma le onde non hanno mai superato il metro di altezza: per fortuna il moto ondulatorio ha avuto prevalenza, durante il terremoto, di direzione orizzontale. In collegamento Mariagrazia Coggiola, giornalista ANSA che conferma l'attenuazione del panico: "Si è vissuto un pomeriggio simile a quello del dicembre 2004, ma a quanto pare ulteriori approfondimenti hanno escluso uno tsunami di tali proporzioni. Le misure di sicurezza continuano a perdurare: i reattori sono temporaneamente sospesi, e le coste evacuate, coi pescatori costretti a rientrare". Poi, sempre al telefono, Enzo Boschi, sismologo, spiega l'entità del terremoto: "Si tratta di una scossa molto forte, anche se meno di quella del 2004. Tuttavia l'epicentro stavolta è più distante, e gli effetti meno devastanti". Passando invece a Torino, in Val di Susa continua la protesta dei No Tav. L'autostrada è boccata per nuove tensioni: gli attivisti del movimento avevano annunciato che ci sarebbero stati disordini, perché era una giornata cruciale. La società Francese incaricata dell'opera sta infatti vagliando su quali aree ricadrà la scelta per la realizzazione della galleria. Si cerca ancora l'aggressore di Alberto Musy, consigliere comunale che ha subito un attentato. Secondo indiscrezioni si tratterebbe di un professionista, appartenente al suo stesso ambiente. E poi, altre novità saltano fuori: prima di ricevere i quattro colpi, pare che la vittima si sia difesa, così si cercano i frammenti della pelle dell'aggressore sotto le unghie di Musy. Poi, alcune immagini ripercorrono il giorno in cui Salvatore Mazzara, padre di Pietro (ragazzo ucciso da un gruppo di rapinatori in fuga), è stato in trasmissione a raccontare la vicenda. Oggi è in collegamento telefonico a dare il verdetto del tribunale: "Gli hanno dato otto anni soltanto, non c'è giustizia in Italia. E' questa la giustizia, come sospettavo: a farla franca sono i delinquenti". Si attende una terza udienza, ma il padre non nutre troppe speranze: "Oramai non cambierà nulla, i difensori hanno chiesto il rito abbreviato e avrà massimo dieci anni. Si mettono d'accordo delinquenti, magistrati e giudice: non c'è nulla da fare". 



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