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UNA GRANDE FAMIGLIA/ Cotroneo: una fiction di “scontri” e “abbracci” in cui riconoscersi

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Stefania Sandrelli e Gianni Cavina  Stefania Sandrelli e Gianni Cavina

UNA GRANDE FAMIGLIA - L’intervista a Ivan Cotroneo - Una grande famiglia è la nuova fiction Rai-Magnolia di cui stasera, 15 aprile 2012, andrà in onda la prima puntata, su Rai Uno alle 21.10. La serie, in sei puntate, diretta da Riccardo Milani, porterà il pubblico nella vita della famiglia Rengoni, che risiede del Nord Italia. Un tragico e misterioso evento irrompe nelle esistenze di Ernesto (Gianni Cavina) ed Eleonora (Stefania Sandrelli), dei loro figli e dei loro nipoti, facendo affiorare con drammaticità e prepotenza una serie di dinamiche e di conflitti che grazie all’agio economico e a un’apparente serenità sembravano sopiti. Ivan Cotroneo, sceneggiatore di Una grande famiglia insieme a Stefano Bises e Monica Rametta, in questa intervista a ilsussidiario.net presenta la fiction e con grande chiarezza illustra uno degli aspetti più affascinanti, e forse sconosciuti ai telespettatori, perché “invisibile”, della fase di pre-produzione di una fiction: la creazione dei personaggi, la stesura della sceneggiatura e l’adattamento dei copioni ai singoli attori quando, in collaborazione con il regista, viene selezionato il cast. Un lavoro che presuppone creatività, una profonda conoscenza della realtà per rendere la storia e i personaggi credibili e un’abilità quasi sartoriale perché ogni copione sia “cucito” perfettamente addosso al proprio attore, affinchè il personaggio, attraverso la storia in cui è inserito, attragga  e convinca il pubblico. Lo sceneggiatore, infine, propone un’interessante analisi sul futuro della fiction: si apre uno scenario che non spaventa chi ha il desiderio di crescere e sperimentare anche in questa fase delicata per la televisione italiana, anzi...

 

Ci presenta la fiction Una grande Famiglia?

 

Si tratta di una grande saga in cui si racconta la storia dei Rengoni, famiglia del Nord Italia. In questo ampio racconto in cui si intrecciano le vite di genitori, figli, nipoti, abbiamo inserito temi che riguardano la vita quotidiana nella società contemporanea. La crisi, le truffe e interessanti e attuali prese di posizione che i componenti di questa famiglia assumono rispetto alle situazioni che dovranno affrontare. Ci sarà il confronto tra la famiglia che nasce dal matrimonio e quellla di fatto, sarà accostato il tema dell’omosessualità, dell’adozione, emergeranno inquietudini ed egoismi. Sull’impianto “classico” della saga familiare si innestano temi moderni, della vita di oggi.

 

Qual è stato il punto di partenza per scrivere la sceneggiatura della fiction? Una storia, oppure la realtà di oggi?

 

Insieme a Stefano Bises e Monica Rametta ho scelto di non partire da una storia particolare, ma di costruire una famiglia come nucleo narrativo privilegiato, per poi varcarne i confini e presentare, sempre dal punto di vista narrativo, altri temi che ci interessavano e ci sembravano adatti al pubblico. La fiction racchiude anche una parte di commedia che propone situazioni tipiche che vivono tutte le nostre famiglie e in cui possiamo riconoscerci: le numerose telefonate, le verità dette solo ad alcuni parenti e non ad altri, il classico astio tra suocera e nuora, ecc. L’obiettivo comunque è quello di presentare, attraverso la quotidianità familiare, temi con una valenza sociale attuale.

 

Quali sono le dinamiche familiari che la fiction metterà in maggiore risalto?

 

La fiction parte con un mistero: nella prima puntata scompare il primogenito della famiglia Rengoni, l’uomo che tiene le redini dell’azienda familiare. Da questo giallo si dipanerà una catena di eventi e di dinamiche affettive sopite. Emergerà una complessità inedita del rapporto tra madre, padre e figli. La mamma, interpretata da Stefania Sandrelli, è un’ex operaia che deve gestire le impegnative e difficoltose relazioni con i figli e soprattutto con la nuora, la moglie del primogenito scomparso, interpretata da Stefania Rocca. Ci sono inoltre i rapporti con i giovani nipoti, che comportano scontri tra le generazioni, le ribellioni, i problemi educativi. Sarà un grande intreccio corale di rapporti familiari complessi e avvincenti.

 

Da sceneggiatore della fiction, come ha creato personaggi, il loro vissuto, i loro legami? 

 

Nonostante nella storia accadano numerosi eventi, con parecchi intrecci e personaggi, come team di sceneggiatori abbiamo scelto di tener ben saldo un punto di vista su quest'ultimi: abbiamo creato un racconto che tenga conto della molteplicità dei componenti del nucleo familiare e metta in luce queste personalità ben marcate e differenti. Li abbiamo resi una famiglia e lo scoprirete, ad esempio, attraverso i loro modi di dire ricorrenti e simili - tutti chiudono le frasi dicendo “punto” -, ma capirete che hanno caratteri unici e davvero differenti l’uno dall’altro. Faranno un percorso ed evolveranno insieme, alimentandosi e crescendo “incatenati” tra loro in modo coinvolgente.

 

Quali sono i personaggi che sente maggiormente “suoi”?



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