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REPORT/ "Contanti saluti al nero": tracciabilità ed evasione in Italia (video). 15 aprile 2012

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Il numero di telefono viene collegato a un conto corrente e, attraverso un sms, si può finalizzare la transazione. Nonostante il governo stia lottando per favorire la tracciabilità delle transazioni, però, i principali enti pubblici, come le poste e l’Aci, continuano a rendere difficile il pagamento con carta. Il sistema delle banche, poi, è opaco: accettare un pagamento con carta, per un esercente, comporta dei costi che variano da banca a banca. La commissione interbancaria supera spesso l’1%: una cifra esorbitante. Il governo è intervenuto per risolvere questa situazione, dichiarando che se le banche non abbatteranno i prezzi, si interverrà per decreto; nel frattempo, però, gli esercenti continuano a rimanere in difficoltà. In un sistema immaginario, per far funzionare il meccanismo della tracciabilità, è necessario innanzitutto che non ci sia un costo aggiuntivo per i pagamenti effettuati con carta. A questo punto, si potrebbe introdurre una tassazione sull’uso dei contanti con un 33% su deposito e prelievo. Chi non utilizza per niente contanti, può avere, al mese, un accredito di 50 euro in più sul conto; un perfetto modo per incentivare l’uso delle carte. Dopo la pubblicità, la Gabanelli spiega in che modo lo Stato potrebbe pagare il premio alle famiglie che non usano contante. Se, per ipotesi, tutti gli italiani usassero solo carte, nelle casse del Governo rientrerebbero 100 miliardi di euro, più che sufficienti per incentivare il sistema. Interrogato su un sistema del genere, Monti risponde affermando che potrebbe essere una soluzione difficile da mettere in atto, m comunque un’idea meritevole di essere considerata. Nel servizio “Il gioco delle parti”, viene mostrato come a Lugano sarebbero depositati circa 130 miliardi di euro italiani. L’esodo di capitali non viene quasi per niente denunciato. Un’intercettazione tra due bancari, uno svizzero e uno italiano, mostra un sistema di sversamento monetario solidissimo. Per l’esportazione abusiva di capitale, il governo dà sanzioni che vanno dal 5 al 20%; una multa esigua se paragonata al quantitativo di denaro trasferito. Ceci, un impiegato bancario, si accorge delle anomalie delle transazioni della banca Desio dove lavora. Si tratta di operazioni finalizzate a sommergere quantitativi enormi di soldi. A una sua richiesta di spiegazioni, viene licenziato dopo poco tempo. La banca funge da intermediaria per diversi clienti che, sotto banco, decidono di spostare i propri conti all’estero.



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