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SFOOTING/ Il tuo sogno è diventare un CAP-ufficio? Fai il postino

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A Nalcrest, tra le paludi della Florida, 700 vecchi portalettere vivono asserragliati in casette a forma di cassetta postale, boicottando l’uso di e-mail e corrieri privati. Tutti vestiti con la classica divisa dell’Us Postal Service, quando si alzano la mattina si scambiano il buongiorno via lettera, il latte per la colazione viene consegnato nelle case con un pacco-raccomandata e la sera, in un ufficio postale riadattato a bar, i postini pensionati si ritrovano a giocare a carte con vecchi mazzi di francobolli, ultimo retaggio di un mondo che loro non vorrebbero veder scomparire. Nel paesino di Nalcrest tutti girano in bicicletta o con il motorino, leggono un solo quotidiano (naturalmente è il “Washington Post”) e guardano in tv un solo programma (ovviamente il “Letterman Show”). Perché vivono a Nalcrest? Perché negli Stati Uniti il servizio postale tradizionale, e quindi il posto di postino, è oggi messo a rischio da un deficit annuo superiore ai 6 miliardi di dollari.

E in Italia? Che prospettive ha il mestiere di postino? E’ destinato a cambiare con le liberalizzazioni introdotte dal Governo Monti?

Come dice lo Zingarelli, che - non ci stancheremo mai di ripeterlo - è un vocabolario che sa tante cose perché ha girato tanto rubacchiandole qua e là, “i postini sono così chiamati perché sono coloro che apposta trasportano, dentro più o meno ampie sacche, la posta in alcuni, ben definiti, posti. Questi posti hanno in genere una piccola cassetta (della posta, naturalmente, non della frutta) con una piccola buca, dentro la quale – e qui viene il difficile per il postino – va infilata la posta, possibilmente a posto, cioè in ordine”.

Ha detto una volta il ministro Elsa Fornero, tra le lacrime per la commozione: “Il postino è l’unico posto di lavoro che in Italia è al contempo mobile e fisso: mobile perché ci si sposta spesso, ma fisso, perché una volta assunti in Posta nessuno più vi sposta!”.

In estate i postini girano per la città in bicicletta o in motocicletta, chiamata Moto G.P. (cioè Moto Guidata dal Postino). Questi postini motorizzati sono i postini più ricchi, detti anche più abbienti, perché “abbino” più posta da portare in più posti. Quando invece arriva l’inverno, i postini vanno ancora in bicicletta o in motocicletta, solo che fa più freddo. Quindi, se nella brutta stagione vedete un orso bruno trasportare su due ruote un piccolo panda a tracolla, sappiate che non avete le traveggole: si tratta solo di un postino intabarrato con la borsa delle lettere da consegnare.

Categorie. Esistono ovviamente diversi tipi di postini. La categoria principale è formata dai postini senza la certezza del posto. Erroneamente vengono chiamati precari, perché il loro vero nome è posticci.

Un’altra categoria molto diffusa è quella dei postini che frequentano, ma solo perché il loro lavoro lo richiede, dei quartieri malfamati (la posta, ahimè, arriva anche lì…) o degli ambienti equivoci (i sexy shop non ricevono forse lettere, raccomandate o assicurate, pacchi o notifiche di ritiro?) o, nel caso di attività stanziale, degli ambienti chiusi, perciò maleodoranti. Questi postini sono definiti postacci. A questa categoria appartiene una sotto-specie di postini, quelli che amano consegnare la posta a donne a pagamento. Costoro sono i postriboli.

Una categoria molto apprezzata è quella dei postini stravaganti, eccentrici, estrosi: questi postini vengono chiamati po’strani.

Recentemente, a causa dello stress accumulato in tanti anni di attività (consegnare negli stessi posti la posta a posto), si sta facendo largo una nuova categoria di postini, costretti a segnare apposta su dei foglietti gialli l’esatto ordine di consegna della posta: questi postini sono detti post-it.

Accanto a queste grandi famiglie, ci sono poi delle specie di postini molto rari. Ricordiamo i post-partout (in italiano, gli “imbucati”), cioè quelli che sanno infilarsi dappertutto per infilare la posta con successo; i postumi, quelli che nel corso dell’attività sono sempre in malattia perché soffrono di emicrania, sete, letargia, nausea, sensibilità alla luce e al rumore, ipoglicemia, disidratazione o carenza di vitamine; i poster, postini famosi, ma così famosi, le cui foto con dedica sono affisse sui muri degli uffici postali; e i post-laureati, quelli che hanno studiato Lettere fino all’Università e oltre (in genere, infatti, i postini amano studiare, per comodità, seguendo i corsi per corrispondenza, anche perché non devono pagare il postino che porta loro il materiale didattico per affrontare il corso).



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