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MAI PER AMORE/ Helena e Glory: temi forti e l'amicizia tra due donne in un film coinvolgente. 17 aprile 2012

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Marco Pontecorvo sul set  Marco Pontecorvo sul set

 Deve recarsi in questura e scortata da Rizzato durante il viaggio viene nuovamente minacciata. La mente di Helene adesso ricorda tutto, era in compagnia di un cliente quando fece irruzione Rizzato che nel tentativo di stuprarla l’aveva fatta cadere dal balcone. Christian viene riconosciuto, quindi denunciato ed arrestato. Helena rinfrancata, decide che i tempi sono maturi per riprendersi il proprio figlio. Con l’aiuto di Giulia trova un lavoro come cameriera in un ristorante utile per guadagnare qualche soldo per concretizzare la fuga dall’Italia. Desiderosa di accelerare i tempi, però, si reca nello studio di un medico, suo cliente la sera del maltrattamento, per richiedere dei soldi. Li riceve ma la moglie sente tutto e spinge il marito a recarsi in questura per denunciare un tentativo di estorsione subito quella stessa sera da Rizzato che essendo in possesso del video che ritraeva il dottore in compagnia di Helena, richiedeva per tenerlo celato la cifra di 30 mila euro. Intanto Glory e Helena noleggiano un auto e prendono Leo partendo per il confine dove li attende la sorella di Helena. Rizzato, quindi, mette in libertà Christian ed insieme pianificano la caccia ai fuggitivi. Fortunatamente Branzini, ormai a conoscenza di tutto, riesce a raggiungerli in tempo grazie all’utilizzo di un elicottero arrestando sia Christian che Rizzato a pochissimi chilometri dalla frontiera. Insomma, un racconto molto intenso e commovente ben diretto dal regista Marco Pontecorvo che riesce a creare un’atmosfera di grande suspense soprattutto in un finale molto curato e trascinante. Una storia che regge molto bene il tema, sicuramente non dei più semplici, intrecciando nella trama due pericolose realtà dei nostri tempi: la corruzione con annesso abuso di potere e la prostituzione. Da sottolineare l’ottima interpretazione di Barbora Bobulova nei panni di Helena e di Thomas Trabacchi nel ruolo del dott. Branzini, il poliziotto ligio al proprio dovere che aiuta le persone che ne hanno bisogno. Infine, buona anche la sceneggiatura e la fotografia con immagini che offrono un impatto visivo deciso e che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore.



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