BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SERVIZIO PUBBLICO/ Beppe Grillo, Santoro e Travaglio per fare il funerale alla seconda repubblica

Pubblicazione:

Michele Santoro (Infophoto)  Michele Santoro (Infophoto)

Guardando “Servizio pubblico” in verità, ci si rende conto del cortocircuito che ha investito la società italiana da venti anni a questa parte. Tolto Berlusconi dalla circolazione politica, non c’è più neppure uno schema di informazione militante. Ci sono solo cronache fatte di ondate di scandali (usando anche i cartoons per ricostruire i regolamenti di conto all’interno della Lega Nord, che era il “piatto forte” della serata), non c’è più neppure un’idea politica da appoggiare mediaticamente.

Va in onda la cronaca di uno sfascio con alla regia degli sfascisti di lunga militanza. Il “centro di gravità permanente” della trasmissione resta sempre l’impareggiabile Marco Travaglio, che puntigliosamente e didascalicamente ripercorre la storia del finanziamento pubblico, sotto varie forme, ai partiti dal 1993 a oggi. Mette tutto nel “calderone”, Travaglio, orientato più contro la sinistra che contro la destra. In questo si dimostra il più onesto, o il più ottuso antipolitico che tira la volata a Beppe Grillo.

Che significato possa avere una trasmissione simile non è dato sapere. Ognuno può ovviamente mettere in onda qualsiasi cosa gli venga in mente, può sposare qualsiasi causa. Ma non si riesce a comprendere perché si debba far passare “Servizio pubblico” come uno dei punti centrali di informazione politica. Che in questi momenti potrebbe essere ben diversa. Lo spaccato di un malcostume dilagante, di una corruzione radicata, dovrebbe essere l’antefatto per analizzare una disarticolazione politica che è ormai dilagante, per analizzare l’incapacità dei partiti a confrontarsi su problemi reali, su idee e soluzioni rispetto alla crisi sistemica, totale, che stiamo vivendo.

L’impressione che invece si ricava da “Servizio pubblico” è quella che in questa disarticolazione, che non viene nemmeno esaminata, ci si sguazza, quasi ci si diverta. A questo punto qual è lo scopo informativo? Il ritratto, molto di parte, di una confusione generale che alla fine fa solo il gioco dell’antipolitica militante. Come sempre, un intrattenimento di bassa lega.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.