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UNA GRANDE FAMIGLIA/ Giorgio Marchesi: nella fiction la crisi di tante famiglie. Torno in Un medico in famiglia 8

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Giorgio Marchesi con Valentina Cervi  Giorgio Marchesi con Valentina Cervi

Nella famiglia Martini entro da esterno, come ragazzo che si innamora di Maria, nel caso di Una grande famiglia faccio parte del nucleo originario dei Rengoni, sono uno dei cinque figli. Essendo io, Giorgio, un ragazzo originario nel Nord, conosco molto bene l’imprinting della famiglia Rengoni. Devo riconoscere che la fiction, in particolare la caratterizzazione della famiglia Rengoni, è scritta benissimo, risulta davvero autentica agli occhi del pubblico.

Ce ne parli meglio.

È un nucleo economicamente benestante della borghesia medio alta, in cui Eleonora ed Ernesto hanno lasciato grande libertà ai loro cinque figli, trasmettendo la cultura del lavoro. C’è chi, come Edoardo, ha seguito le orme paterne e chi come Raoul, Laura, Nicoletta ha intrapreso differenti percorsi professionali. Troviamo dinamiche familiari che si riscontrano anche nella realtà e ho riconosciuto similitudini con fatti che sono accaduti nella mia vita reale, per cui non è stato difficile creare un rapporto con i miei fratelli sul set.

Nelle due fiction c'è stato quindi anche un lavoro diverso con gli altri attori del cast?

In Una grande famiglia ho lavorato con i miei colleghi, Sonia Bergamasco, Sara Felberbaum, Primo Reggiani, per creare un nostro passato in comune, per dare vita a un rapporto tra noi e con i nostri genitori e in questo percorso ancora una volta sono state fondamentali regia e sceneggiatura; in Un medico in famiglia 7 questo percorso non è stato invece necessario.

Una grande famiglia ha avuto un’escalation in termini di ascolti: dopo i circa cinque milioni della puntata di esordio, il secondo episodio ha superato i sette milioni. Secondo lei, quali sono le ragioni di questo successo?

Credo da una serie di fattori: la scrittura così scrupolosa, la regia importante di Riccardo Milani e penso che il gradimento sia dovuto anche alla trama incalzante grazie al “giallo” della scomparsa di Edoardo. Ora la storia virerà sui toni della commedia e inizieranno nuovi avvincenti intrecci in cui lo spettatore potrà sentirsi coinvolto, emozionarsi. La fiction ha spunti forti di attualità, rappresentando il difficile momento di crisi economica che l’Italia sta attraversando e con cui molte famiglie sono costrette a confrontarsi; è un prodotto televisivo che racconta la crisi in modo decisamente intelligente e questa penso possa essere la carta vincente.

Attualmente staa lavorando in teatro in un’opera diretta da Marco Tullio Giordana. Ce ne può parlare?



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