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DR HOUSE 8 - MD/ Quell’anomalia italiana dello “Sherlock Holmes” della medicina

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In Spagna esiste una scuola che crea prodotti ben tarati su un target prefissato, plasmando idee che siano esportabili all’estero per la medesima tipologia di pubblico. In Italia questo è avvenuto in misura molto minore: le fiction sono create con caratteristiche esclusive per il pubblico italiano, una scelta precisa, su cui ci si sta interrogando, ma attualmente resta tale; le tematiche sono dirette a destinatari attirati dal giallo e soprattutto dalla commedia, culturalmente molto radicata e difficilmente esportabile. La Francia ha sempre dato grande spazio alla serialità americana con ascolti maggiori rispetto a quelli che gli stessi prodotti ottengono in Italia, questo significa che il pubblico francese negli anni si è abituato a racconti più sofisticati, quindi accoglie con favore prodotti simili anche se creati e prodotti in Francia. Il prodotto più sofisticato è quello più esportabile.

Quali sono le principali differenze tra l’industria televisiva americana e quello italiana? Perché prodotti che in Usa hanno successo in Italia non hanno risultati analoghi?  

Il sistema televisivo americano non è così differente rispetto al nostro. In Italia esiste il satellite, il digitale terrestre, la tv generalista, gli Stati Uniti hanno i network e la cable tv, ovvero la televisione via cavo. Semplificando all’estremo, in Italia c’è Sky, in Usa la cable tv. La vera differenza tra Italia e Usa è l’industria televisiva, che in America ha una tradizione differente, superiore e che può contare su un mercato decisamente vasto rispetto a quella italiana. In America, pur non essendo semplice, vengono creati telefilm venduti poi a emittenti come NBC o CBS per esempio, su un mercato che ha più di cento milioni di telespettatori. Alla prima vendita non viene recuperato l’intero investimento, ma ci sono ulteriori passaggi e il guadagno aumenta perché il mercato è decisamente vasto; a questo va ad aggiungersi il mercato internazionale, in cui i prodotti Usa vengono facilmente collocati. In America guadagnano molti dai prodotti di successo, perciò possono permettersi di rischiare, sperimentando con prodotti più sofisticati. E’ il cosiddetto “effetto palla di neve”. In questo meccanismo gioca inoltre un ruolo fondamentale l’enorme diffusione della lingua inglese, per la fiction italiana questo discorso non è fattibile. Certi telefilm americani tendono ad essere targettizzati: CSI, House MD, Soprano’s, non vengono realizzati in Usa per un tipo di pubblico equivalente a quello che può essere il pubblico di Rai Uno in Italia, ma sono destinati a un target che per composizione potrebbe essere equivalente a quello di Rai Due o Italia 1: giovane e colto. Chiaramente negli Stati Uniti questo target è relativamente ristretto in termini numerici, per cui l’investimento è comunque ragionevole e giustificato, mentre in Italia i “numeri” rendono rischioso l’investimento nella creazione una serie destinata ai giovani, quindi conviene acquistarla dai mercati stranieri. Perché un investimento nella fiction italiana abbia successo, anche economicamente, occorre un risultato di almeno cinque milioni di persone, ma è difficile raggiungerlo con serie tv targettizzate.

Quale futuro per i prodotti seriali in Italia?



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