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SFOOTING/ Caro Babbo Natta-Lenìn: i leader di sinistra scrivono la loro letterina il 25 aprile

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«Caro Babbo Natta-Lenìn! Care compagne e cari compagni di Reggiolo! Nel giorno del 25 aprile è giusto ricordare che il nostro programma di opposizione e di resistenza deve essere soprattutto onirico: i sogni di oggi sono dentro un circuito di epifania dell’ombelico. Monti, lo dico con dolore, è una dissipazione di umanità, mentre noi vogliamo conservare una modalità di amare questo Paese che è molto infantile. Appercioccui il nostro programma, per arrivare a governare gli arcobaleni dei cuori di tutti i cittadini, non può che essere uno solo: un pannolino pulito, un pannicello caldo e un pannello solare per ogni famiglia. Solo con queste misure all’insegna della sobrietà, che garantiscono comunque i diritti essenziali dell’igiene, del calore familiare e dell’energia sostenibile, potremo spezzare le barriere sociali, culturali e architettoniche, che si sono intrecciate e hanno reso l’Italia un Paese con troppe periferie non comunicanti e discariche sociali a cielo aperto; solo con un girotondo a tutto tondo potremo affrontare e superare la crisi, senza arrenderci al cannibalismo sociale, secondo quella terribile formula dell’”homo homini lupus”, che ha sempre spaventato mia nonna e sua nipote Cappuccetto Rosso, leader della locale sezione “Governare si può, non è un lupus in fabula” di Gallipoli. Brecht una volta disse: “Cosa ne è del buco una volta finito il formaggio?” e questa è una delle cose della vita e di Brecht che non ho mai capito. Un’altra volta, però, dopo essere scivolato su una buccia di banana, disse: “Ahi, che dolore!”. Lasciate passare alcune ore dall’incidente, tornò a pronunciarsi con infinita saggezza: “Beh, forse è ora di rialzarsi”.

Ebbene, noi dobbiamo fare nostre queste parole, che hanno tutto il fascino evocatorio da cui è nato il movimento Sinistra, Ecologia e Libertà (SEL). Compagne e compagni da Korvatunturi a Reggiolo e fino a Città del Capo, che sento molto mia non tanto perché sono Capo, ma quanto perché tutto il mondo è la mia città, aiutatemi a fare la rivoluzione, evitando di far vincere coloro che vorrebbero scrivere la storia senza SEL e senza MAL (quello dei Primitives). Con rinnovata stima nel tuo vestito rosso come quello di Babbo Natale, un rivoluzionario saluto da Vendola Nichi».



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COMMENTI
24/04/2012 - Attenzione, Comicastri! (Giuseppe Crippa)

Non male questa non facilissima incursione dei Comicastri nelle liturgie e nelle feste che la Sinistra ritiene di proprietà esclusiva! Scommetto che non mancherà qualche calcetto negli stinchi da parte di chi in questo momento sta sorridendo a denti stretti alla faccia della tanto sbandierata libertà di satira. Ragazzi, attenti ai “falli da dietro”…!