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SERVIZIO PUBBLICO/ Marco Travaglio e le "porte girevoli" delle nomine (video). 26 aprile 2012

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Servizio Pubblico, l’editoriale di Marco Travaglio. 26 aprile 2012 – Come di consueto, Marco Travaglio si è reso protagonista dell’editoriale settimanale a Servizio Pubblico: in questa puntata il giornalista ha parlato dei partiti, che a suo giudizio non sembrano morti ma si direbbero invece vivissimi, perché continuano a lottizzare tutto, perfino le autorità indipendenti, preparandosi così alla prossima abbuffata. Il giornalista si sofferma in particolare su Finmeccanica. Intanto c'è da nominare l'autorità dei trasporti che dovrebbe garantire la concorrenza. Ma chi la nomina? Passera. Letta spinge per metterci Pasquale De Lise, più volte citato nell'inchiesta sulla cricca della protezione civile. Alle stessa autorità dovrebbe arrivare Andrea Camanzi. Poi c'è da rinnovare l'AGICOM, che è l'Agenzia televisiva che dovrebbe vigilare sulle telecomunicazioni. Calabrò è infatti in scadenza e il favorito è ora Catricalà, il quale al momento fa però il sottosegretario con Monti, messo lì da Letta, anche se forse al cavaliere serve di più all'AGICOM, per la partita delle frequenze. Serve inoltre anche un nuovo garante della privacy. Forse arriverà un politico come Manconi, oppure Antonio Pilati del PDL che è già stato sia all'AGICOM che all'Antitrust ed è considerato il vero autore della legge Gasparri, che come dice Storace non solo non l'ha scritta ma neanche l'ha letta, così queste istituzioni continuano a essere dependence dei partiti. Per la Rai, Monti aveva chiesto poche settimane per risolvere la situazione, ma ne sono passate quindici o sedici e non si è visto ancora nulla. Poi ci sono le altre aziende di Stato, che sono milioni e milioni di euro, e dunque appaiono come delle grandi mangiatoie per i partiti. Prediamo ad esempio Finmeccanica, su cui a fine dicembre regnava Pier Francesco Guarguaglini, protetto anche lui da Gianni Letta. Tommaso di Lernia che era il bancomat del giro Finmeccanica ha raccontato di tangenti dell'ammontare di migliaia di euro che avrebbe portato lui personalmente. A Finmeccanica, si sa, lavorano ed hanno lavorato molti "figli di", dice Travaglio. In una telefonata di due anni fa si parla poi del portaborse di La Russa, che voleva dei soldi da Finmeccanica per finanziare una festa del PDL a Milano. Questo portaborse è stato però promosso da Monti come sottosegretario alla difesa Il suo nome è uscito su tutti i giornali, ma non è stato cacciato. Naro, il tesoriere dell'UDC è stato arrestato anche lui ai tempi di tangentopoli a Messina. Anche Luigi Martini, presidente ENAV è accusato di aver preso soldi, ma è rimasto al suo posto, protetto dagli ex di AN. Poteva mancare Walter Lavitola tra i consulenti di Finmeccanica? Certamente no, e infatti lo era in Centro America. Poi c'è Tarantini che era pronto ad aggiudicarsi 14 appalti per 100 milioni. Intanto il gruppo Finmeccanica va molto male, con migliaia di lavoratori già a spasso e con il rischio di finire in strada. Il governo Monti ha mandato via Guarguaglini e la moglie e ha fatto presidente Orsi che è considerato vicino alla Lega e conosce Maroni da un po' di tempo. Maroni giura che Orsi lo ha voluto l'UDC e siccome è amico di Bersani piace anche al PD. Però Borgoni dice ai magistrati di Napoli che Orsi lo ha imposto la Lega e che poi ha fatto dei favori un po' a tutti. Adesso Orsi è indagato a Napoli per corruzione internazionale e riciclaggio. Lavitola pare avesse promesso a Martinelli una tangente volante in cambio della fornitura di elicotteri a Panama: il presidente di Panama Martinelli avrebbe ottenuto un elicottero tutto per sè. Secondo i magistrati, altri contratti di Finmeccanica all'estero nasconderebbero fondi neri e tangenti, come la fornitura di elicotteri al governo indiano ad esempio. Dopo le grane che ha avuto Orsi, comunque, ora tutti quelli che prima dicevano di conoscerlo, fanno finta di non averlo mai conosciuto. E poi c'è Palazzolo che è stato condannato per mafia ed è latitante ormai da decenni. Arrestato poco fa a Bangkok, egli non è stato ancora estradato. Passi che la politica ha inquinato Finmeccanica, conclude Travaglio, ma ora se si mette a inquinare anche Cosa Nostra, come si fa? Siamo davvero spacciati!



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