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RAI/ Santoro si candida: io direttore generale, Freccero presidente

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Santoro e Freccero (InfoPhoto)  Santoro e Freccero (InfoPhoto)

A pochi giorni dal pronunciamento della Commissione di Vigilanza sui futuri vertici Rai, Michele Santoro e Carlo Freccero si candidano ufficialmente alla dirigenza e alla presidenza della tv di Stato. «Monti deve prestare attenzione a questa richiesta», aveva detto l’attuale conduttore di Servizio Pubblico, che ha spiegato le motivazioni delle sue scelte prima durante la trasmissione “Tv Talk”, poi a una conferenza stampa nel corso del Festival di Giornalismo di Perugia. I curricula sono stati quindi inviati e la candidatura si sta trasformando in qualcosa di più di una semplice provocazione: «La Rai deve avere una struttura orizzontale, non più verticistica. – ha detto Santoro - Tutti debbono essere messi nelle condizioni di lavorare e avere un obiettivo ragionevole da conseguire e solo alla luce dei risultati, attraverso una lettura intelligente dei dati auditel, operare dei tagli». Secondo Santoro è necessario che la Rai ridisegni un proprio linguaggio, «un po’ come fa la Bbc», affermazione che piace anche a Carlo Freccero, secondo cui «è un problema di metodo», sottolineando quindi che anche Rai 4, di cui è attualmente direttore, «attinge a piene mani dal carnet Bbc, che sta vincendo una partita di enorme importanza contro le grandi produzioni statunitensi». Però, dice ancora Santoro, i tempi sono stretti: bisogna quindi  «costringere Monti a non aspettare le decisioni dei partiti, ma ad anticiparle. Poi i partiti non potranno far altro che seguirlo, se non vogliono precipitare ancora di più nell'opinione pubblica». Tutti, annuncia ancora Santoro, «potranno avere una chance», anche se la Rai «ha un indebitamento preoccupante e un organico che può sembrare esorbitante». Eccolo poi spiegare i progetti che ha in mente, prevedendo «Fabio Fazio in prima serata su Rai Uno, con Roberto Saviano nella sua fila, Floris ad occuparsi di politica, Celentano a fare il talent scout, Vespa messo di fronte a sfide nuove». Sostegno ma anche ironia dai diversi schieramenti politici, con Vendola che parla di un atto di «trasparenza e libertà» e Di Pietro che, soddisfatto delle candidature presentate, spiega che «già da tempo abbiamo chiesto che vi sia la possibilità di presentare i curricula». 



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